11 Ottobre Ott 2018 1515 11 ottobre 2018 Aggiornato il 12 ottobre 2018

Bufera sui volantini anti-aborto distribuiti alla Sapienza

Una studentessa ha denunciato la diffusione di materiale pro-life all'interno dell'università. Modellini di feti alla 12esima settimana compresi. 

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volantini pro life sapienza roma

Sulla pagina Facebook di Obiezione respinta, il progetto web che si è proposto di monitorare e mappare i luoghi dove viene esercitata l’obiezione di coscienza in Italia, è stata pubblicata la testimonianza di una studentessa dell’Università La Sapienza di Roma, che ha denunciato la presenza, nella facoltà di Lettere e Filosofia, di un banchetto del Movimento per la Vita che diffondeva materiale informativo anti-abortista.

NON SOLO VOLANTINI MA ANCHE MODELLINI DI FETI

Nel post, la ragazza ha raccontato di essersi avvicinata per caso allo stand e di essere rimasta incredula davanti all’immagine dei volantini che venivano distribuiti (di cui ha allegato anche le foto) e di quei macabri modellini di feti alla dodicesima settimana (limite massimo per l’interruzione della gravidanza) messi in bella mostra. Una scena che l’ha indignata a tal punto da spingerla a ingaggiare un’animata discussione con i membri dell’associazione lì presenti per contestare apertamente «una retorica utile solo a far sentire in colpa chi decide liberamente di abortire». Alterco a cui si sono unite altre voci, allineatesi alla posizione della ragazza. E che ha portato, prima, alla scoperta del fatto che il banchetto fosse stato formalmente autorizzato dal preside della facoltà, poi alla richiesta, respinta, che i pro-life dismettessero tutto e si allontanassero dall’ateneo.

VOLANTINI ANTI-ABORTISTI ALLA SAPIENZA DI ROMA Pubblichiamo un'esperienza che ci è arrivata ieri pomeriggio e ci...

Geplaatst door Obiezione Respinta op Donderdag 11 oktober 2018

LA DIATRIBA TRA L'ASSOCIAZIONE LINK E IL MOVIMENTO PER LA VITA

Mentre l’associazione universitaria Link ha prestato il fianco alla studentessa, ritenendo inammissibile un comportamento del genere, «palesemente rivolto a fare propaganda su un tema come quello dell’aborto attraverso l’uso del terrorismo psicologico e senza tenere conto della sensibilità di tutte le donne che, di giorno in giorno, attraversano l’ateneo e che potrebbero aver vissuto in prima persona forti esperienze legate al tema», il Movimento per la Vita ha fatto presente di «aver subìto un'aggressione in piena regola da parte di quei collettivi di sinistra che hanno iniziato a strappare i volantini e a sperperare le vivande portate per essere condivise con gli interessati» e nel comunicato rilasciato sul sito internet ha parlato di «palese negazione della libertà d’espressione». L'ufficio stampa dell'università, contattato in merito, ha comunicato di «non poter esprimere la propria posizione relativamente alla questione, trattandosi di una controversia che ha riguardato strettamente il contesto della facoltà di Lettere e Filosofia e non l'intero ateneo».

LA POSIZIONE DEL PRESIDE DI FACOLTÀ

Rispetto alla questione sollevata dalla studentessa, il preside della facoltà di Lettere e Filosofia, prof. Stefano Asperti, ha messo in chiaro a Lettera Donna la sua posizione: «Confermo di aver autorizzato il volantinaggio all'esterno dell'edificio, esattamente nello spirito con cui, come prassi generale, non ho mai negato autorizzazioni a iniziative promosse dagli studenti, ritenendo che gli spazi universitari debbano essere aperti a confronti, anche accesi». Ha, poi, aggiunto che «questo non sottintende un giudizio della Facoltà circa il merito dell'iniziativa, men che mai un'approvazione».

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