10 Ottobre Ott 2018 1506 10 ottobre 2018

I casi di violenza sulle donne del 10 ottobre 2018

A Catania un 45enne è stato arrestato per aver picchiato e violentato la moglie incinta. Nel modenese, nuovi sviluppi sull'omicida della donna carbonizzata.

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Polizia Violenza Donne

La cronaca nazionale continua a restituire un quadro drammatico relativamente al problema della violenza sulle donne. Ecco i casi di mercoledì 10 ottobre 2018.

PICCHIA E VIOLENTA LA MOGLIE INCINTA, ARRESTATO 45ENNE

I carabinieri di Giarre (Catania) hanno arrestato un 45enne con l’accusa di maltrattamenti contro i familiari, lesioni personali aggravate e violenza sessuale continuata ai danni della moglie. Dal 2007 l’uomo avrebbe colpito la compagna in più occasioni con calci e pugni, spesso anche alla presenza del figlio minorenne, provocandole plurime lesioni al braccio sinistro e ferendola con un coltello. Azioni diventate, nel tempo, sempre più violente con lo scopo di sottometterla al proprio volere e allontanarla da amici e parenti. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, la donna sarebbe stata anche costretta a subire rapporti sessuali contro la propria volontà, persino durante la gravidanza e nel corso di una convalescenza successiva a un aborto terapeutico.

TENTA DI STUPRARE UNA DONNA IN AUTO, ARRESTATO 37ENNE

La squadra mobile della Questura di Brescia ha arrestato un 37enne d'origine marocchina per aver tentato di violentare una donna che si era addormentata in auto, dopo averle rubato il cellulare e il portafoglio. La vittima è una 33enne bresciana che, venerdì 5 ottobre, si era fermata a dormire in auto dopo una serata tra amiche, probabilmente perché non era in grado di guidare a causa di un eccessivo consumo di alcol. La donna è stata svegliata dallo straniero che, salito in auto, ha iniziato a molestarla. Urlando e scalciando, è riuscita a divincolarsi dalla presa e a mettere in fuga il suo aggressore, che si era già allontanato con tutti gli effetti personali della vittima. Dopo essere stato rintracciato in uno stabile abbandonato alla periferia della città, il 37enne ha ammesso la propria colpevolezza ed è stato trasferito in carcere.

DONNA CARBONIZZATA, PER I CARABINIERI «L'OMICIDA AVREBBE POTUTO COLPIRE ANCORA»

Nelle ultime ore sono emerse nuove informazioni sul conto di Raffaele Esposito, il 34enne di Savignano sul Panaro, arrestato per l’omicidio della donna trovata carbonizzata il 10 settembre a San Donnino, alle porte di Modena. Secondo le ultime ricostruzioni della polizia, l’uomo, sospettato anche di violenza sessuale e sequestro di persona ai danni di altre vittime, avrebbe preso di mira, dal 24 agosto al 2 settembre, tre donne, tutte di corporatura esile e di giovane età. E, secondo gli inquirenti, avrebbe potuto uccidere ancora. «Ha provato a sequestrare una giovane a Savignano sul Panaro», ha spiegato il comandante del nucleo operativo dei carabinieri Stefano Nencioni, «Ovvio che in un posto così piccolo, se mai la giovane fosse sfuggita al sequestro, lo avrebbe immediatamente identificato. Dunque, a lui non sarebbe rimasta altra scelta. Insomma, non si può escludere che avrebbe potuto uccidere di nuovo».

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