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10 Ottobre Ott 2018 1637 10 ottobre 2018 Aggiornato il 30 ottobre 2018

La cose da sapere sul caso Ronaldo

Cristiano accusato da Kathryn Mayorga di violenza sessuale. La difesa di Cr7: «Carte manipolate». Dal Portogallo: «Fu il Real a costringerlo a pagare il silenzio». Il punto sulla vicenda.

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CRISTIANO RONALDO

Le fortune sul campo vanno di pari passo con i problemi fuori dal rettangolo di gioco. Se per Cristiano Ronaldo l'avvio di stagione, coinciso con l'inizio della nuova avventura alla Juventus, è stato da ricordare, lo stesso non si può dire per la piega che ha preso la vita privata del portoghese, scossa dalle accuse di stupro nei suoi confronti da parte di una donna statunitense di 34 anni, Kathryn Mayorga.

LA DENUCIA DI MAYORGA DALLE PAGINE DELLO SPIEGEL

Una storia vecchia di quasi 10 anni, riemersa ora dopo la pubblicazione in esclusiva da parte del settimanale tedesco Der Spiegel della versione di Mayorga. La donna è uscita allo scoperto accusando Cr7 di averla violentata in un hotel di Las Vegas nel 2009, quando il giocatore aveva 24 anni, malgrado lei avesse gridato ripetutamente «no», chiedendogli più volte di fermarsi. Secondo l'accusatrice al termine del rapporto Ronaldo, si sarebbe scusato, dicendosi «dispiaciuto», perché di solito era «un gentiluomo».

LE ACCUSE RESPINTE CON FORZA DA RONALDO

Da parte sua, l'asso portoghese ha negato tutto e parlato di un rapporto consenziente, poi ha replicato su Instagram, bollando la notizia come «fake news» e spiegando che l'intenzione dell'americana sarebbe stata quella di «farsi pubblicità» col suo nome. In un secondo momento, il calciatore ha respinto nuovamente le accuse su Twitter. «Attendo con ansia il risultato di eventuali indagini e processi, perché nulla pesa sulla mia coscienza. Nego fermamente le parole spese contro di me. Lo stupro è un crimine abominevole che va contro tutto ciò che sono e tutto ciò in cui credo. Mi rifiuto di alimentare lo spettacolo mediatico creato da persone che cercano di promuovere solo se stesse a mie spese», ha scritto Ronaldo. Che, nel corso di un'intervista a France Football, ha detto: «Alla mia compagna ho spiegato tutto. Mio figlio, Cristiano jr, è troppo piccolo per capire. Il peggio è per mia madre e le mie sorelle. Sono sconvolte e al tempo stesso molto arrabbiate. È la prima volta che le vedo in questo stato».

Cristiano Ronaldo.

L'ACCORDO DA 375 MILA DOLLARI PER FAR CALARE IL SILENZIO SUL CASO

Mayorga, nella causa, sostiene che Cristiano e il suo team di legali, approfittando del suo fragile stato emotivo, l'avrebbero costretta a firmare un accordo di non divulgazione di quanto era successo: un silenzio comprato con 375 mila dollari. Ora però, il nuovo legale della donna, Leslie Stovall ha presentato una denuncia in Nevada per contestare quell'intesa. L'avvocato di Ronaldo ha etichettato le notizie riportate dal giornale tedesco come «apertamente illegali» perché violerebbero «i diritti personali e la privacy» del suo assistito. Secondo la stampa portoghese, infine, ci sarebbero le pressioni del Real Madrid dietro il patto di riservatezza. Cr7, proclamando la sua innocenza, si sarebbe detto contrario all'idea di versare i 375 mila dollari, ma il club spagnolo avrebbe spinto per pagare l'indennizzo nel timore che la società potesse essere screditata. Il Real, parlando di «informazione completamente falsa che intende danneggiarne seriamente l'immagine», ha chiesto una rettifica totale ai media che hanno divulgato la notizia.

NEL MIRINO DELLA DIFESA LE CARTE UTILIZZATE DAL GIORNALE TEDESCO

Peter S. Christiansen, il 'principe del foro' statunitense che difende Ronaldo nel caso, ha ribadito che rapporto sessuale tra Cristiano e Mayorga fu «assolutamente consensuale» e che l'accordo di riservatezza che seguì non ha alcun significato «di ammissione di colpa». Il legale ha sottolineato anche che i documenti hackerati e diffusi dai media «sono manipolati o fabbricati ex novo». Secondo il legale, «Ronaldo in quell'occasione si è limitato a seguire i consigli dei suoi rappresentanti, per mettere fine a delle accuse oltraggiose. I documenti che contengono presunte dichiarazioni di Ronaldo, riportati dai media, sono pure invenzioni». L'avvocato ha spiegato a questo proposito che «nel 2015 decine di entità, compresi degli studi legali, in diverse parti d'Europa sono stati attaccati e molti dati che avrebbero dovuto rimanere privati sono stati rubati da un cyber criminale». Lo Spiegel, tuttavia, sostiene di essere in possesso di «centinaia di documenti» a sostegno di quanto riportato e di «non avere motivo di dubitare della loro autenticità».

IL TRAUMA DELLA DONNA DIETRO LA MANCATA DENUNCIA NEL 2009

I fatti, secondo la denuncia, risalirebbero al 13 giugno 2009, proprio nei giorni in cui l'asso portoghese si trasferì dal Manchester United al Real Madrid. Mayorga ha spiegato di essere stata invitata in camera e sorpresa in bagno da Ronaldo che le avrebbe chiesto di fare sesso orale. Al rifiuto della donna il giocatore l'avrebbe trascinata sul letto, dove si sarebbe consumato l'abuso. Secondo la causa, la vittima non avrebbe fatto il nome del calciatore per colpa del «trauma psicologico dovuto all'assalto sessuale» e per «la paura dell'umiliazione pubblica». Ma negli anni in cui Mayorga ha mantenuto il silenzio, la sua salute emotiva sarebbe stata compromessa da disturbi da stress post-traumatico. La donna ha raccontato allo Spiegel che dopo la denuncia iniziale contro anonimi, parlò con un agente del fatto che fosse stata aggredita da Ronaldo; lo pregò però di non avviare delle indagini e dopo la firma dell’accordo non sporse denuncia.

LE ALTRE TRE POSSIBILI ACCUSE AI DANNI DI RONALDO

Come se non bastasse, il nuovo avvocato della 34enne americana ha dichiarato di essere stato contattato da altre tre donne che gli avrebbe confessato di essere stata vittima delle violenze del calciatore. Non ha, tuttavia. detto come si chiamano né ha fornito dettagli utili sulle loro accuse. Una di loro avrebbe anche detto di aver stretto un accordo extra giudiziario simile a quello firmato da Mayorga. Jacinto Rivera, portavoce della polizia di Las Vegas, ha, invece, smentito le notizie circolate ai primi di ottobre secondo cui alcune prove raccolte nel 2009 sarebbero andate distrutte o scomparse.

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