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8 Ottobre Ott 2018 1545 08 ottobre 2018

Mara Venier ha detto la sua su #MeToo, molestie sessuali e violenza

«Se continuiamo così terrorizziamo gli uomini», ha spiegato la conduttrice in un'intervista a Il Fatto Quotidiano. E sulle avance:  «Se uno ti importuna, gli dai due pizze in faccia».

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Mara Venier intervistata dal Fatto

Mara Venier è tornata alla ribalta grazie alla conduzione di Domenica In e in un'imponente intervista a Il Fatto Quotidiano del 7 ottobre ha raccontato tutta la sua vita: il matrimonio e la nascita della figlia a 17 anni, i grandi amori - Paolo Capponi, Renzo Arbore, Jerry Calà e l'attuale marito, Nicola Carraro - ma ha parlato anche delle lotte femministe, di #MeToo e di tutti quei movimenti che non distinguono più tra molestia e violenza sessuale.

«BASTA DARGLI DUE PIZZE IN FACCIA»

«Bisogna differenziare tra molestia e violenza, altrimenti la confusione è totale», ha chiarito subito Venier ribadendo la necessità di ricorrere al pugno duro in certi casi: «Se uno ti corteggia in un certo modo, magari ti piazza la mano sul ginocchio, non è violenza, e basta dargli due pizze in faccia». Alla domanda se anche lei avesse subito avances indesiderate nella sua vita, la conduttrice Rai ha poi dato una risposta molto simile a quella della collega Maria Grazia Cucinotta: «A me è capitato che magari mi accompagnassero la sera a casa e partiva il tentativo di un bacio. E se non mi andava li sistemavo. Oggi con me purtroppo non ci provano più, quindi non parlo a titolo personale, ma se continuiamo così terrorizziamo gli uomini».

I CORTEI FEMMINISTI

L'aspetto più importante che emerge dall'intervista è però che il fil rouge della vita di Mara Venier è stato la politica: dall'amicizia con Bettino Craxi, che «passava a casa per vedere la situazione» quando lei era incinta del figlio di Renzo Arbore, fino all'esperienza di impegno con Gabriella Ferri e i pugni chiusi con i Volonté. «In piazza Farnese esisteva la libreria Il tempo ritrovato, il proprietario era amico, esponente comunista; allora ci ritrovavamo: parlavano, progettavano, si illudevano», ha raccontato l'opinionista Rai. Un impegno politico spesso sfociato in «manifestazioni, cortei, occupazioni femministe», ha concluso lei: «Stavo in prima fila e mi beccavo pure le botte; forse ero complessata e volevo riscattarmi, però ci credevo».

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