Femminicidio

Femminicidio

8 Ottobre Ott 2018 1806 08 ottobre 2018

Le cose da sapere sul femminicidio di Via del Babuino

Francesco Carrieri è stato condannato a 30 anni di reclusione e interdizione dai pubblici uffici per l'omicidio della compagna, Michela Di Pompeo, uccisa il 1 maggio del 2017.

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Trent’anni di carcere per omicidio volontario e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Alla terza udienza del processo con rito abbreviato è arrivata la condanna per Francesco Carrieri, il direttore di banca che il 1 maggio del 2017 ha ucciso la compagna Michela di Pompeo nel loro appartamento in via del Babuino, nel cuore della Capitale. Il gup Elvira Tamburelli ha accolto la richiesta della Procura e, in più, ha disposto del sequestro dei conti correnti dell’uomo in vista della decisione del giudice civile incaricato di stabilire la cifra del risarcimento da destinare ai familiari della Di Pompeo. «Non c’è gioia per questa sentenza che non ci restituirà nostra sorella», ha commentato il fratello della vittima, «ma abbiamo la consapevolezza che è stata fatta giustizia».

IL MOVENTE È STATO LA GELOSIA

Dirigente di banca lui, professoressa di italiano alla Deutsche Schule lei, due figli a testa avuti da precedenti unioni, Francesco Carrieri e Michela Di Pompeo si conoscevano soltanto da un anno e mezzo ma, già da tempo, parlavano di matrimonio. Il giorno dell’omicidio erano ritornati da un weekend con gli amici e da un giro per negozi di abiti da sposa e nulla poteva far presagire quello che, di lì a poco, sarebbe successo. Come confessato dall’imputato dopo l’arresto, il movente è stato la gelosia: infastidito da un messaggio che la donna aveva ricevuto da un suo ex, Carrieri l’ha sfigurata, colpendola ripetutamente con un manubrio da palestra, e soffocata, opponendosi al disperato tentativo della donna di difendersi. «Ho visto quel messaggio e ho perso la testa. Di recente ho sofferto di depressione e ho anche provato a togliermi la vita», questa la giustificazione fornita dall’assassino agli inquirenti nel corso di uno dei primi interrogatori di convalida.

Francesco Carrieri.

LE DINAMICHE DEL PROCESSO

Nel quadro di una sentenza rivelatasi inaspettata anche per gli stessi familiari, soprattutto a giudicare da come era iniziato il processo, il giudice non ha considerato alcuna attenuante. Dopo una prima perizia psichiatrica, nella quale si confermava lo stato di seminfermità mentale dell’imputato, la Procura aveva avanzato per Carrieri una condanna a 12 anni di reclusione. La svolta è arrivata con la seconda perizia, quella richiesta dalla difesa della famiglia della vittima: nel documento si riconosceva al bancario la piena capacità di intendere e di volere al momento del fatto, nonostante fosse affetto da un disturbo bipolare. Questo ha permesso al giudice di accogliere la richiesta del pm Pantaleo Polifemo che, nel riformulare l’accusa nel corso della seconda udienza, aveva proposto un’estensione della pena da 12 a 30 anni di reclusione. Il massimo previsto dal rito abbreviato.

LA BATTAGLIA DELLE COLLEGHE CONTRO IL FEMMINICIDIO

L’omicidio dell’insegnante 47enne ha spinto le colleghe della scuola dove lavorava a organizzare una campagna contro il femminicidio e le violenze di genere. E a sostenere a gran voce la necessità «di non prendere assolutamente in considerazione la possibilità di concedere premi di rito, come l’abbreviato, in casi come questo».

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