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6 Ottobre Ott 2018 2125 06 ottobre 2018

Kavanaugh alla Corte suprema: proteste a Capitol Hill

Il Senato ha dato il via libera al giudice accusato di molestie sessuali. Una vittoria per Trump, che ha esultato:  «È un grande giorno per l'America». Proteste e 60 arresti davanti a Capitol Hill.

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Kavanaugh 01

Il Senato Usa ha confermato Brett Kavanaugh alla Corte Suprema e regalato a Donald Trump la vittoria più importante della sua presidenza a un mese dalle cruciali elezioni di medio termine: «È un grande giorno per l'America», ha esultato il tycoon. I democratici sconfitti però non hanno mollato la presa e hanno assicurato che continueranno a dare battaglia: se al voto di novembre prenderanno il controllo della Camera, l'apertura di un'indagine seria su Kavanaugh è data per scontata. E non è esclusa neanche una procedura per impeachment. A meno di clamorose sorprese dell'ultima ora però, per il momento il giudice scelto da Trump si appresta a sostituire Anthony Kennedy alla Corte Suprema.

LA CORTE PIÙ CONSERVATRICE DELLA STORIA USA

Una nomina destinata a cambiare pelle alla corte, che diventa così la più conservatrice della storia moderna americana. Per Trump (e i repubblicani) si tratta di un'impronta decisiva: Kavanaugh e Neil Gorsuch, l'altro giudice nominato dal tycoon, sono tutti e due giovani e destinati quindi a servire per decenni. Il via libera del Senato è arrivato al termine di una furiosa battaglia politica, scatenatasi intorno alle accuse di molestie sessuali avanzate contro Kavanaugh. L'accusatrice Christine Ford ha seguito da lontano gli sviluppi di Washington: i suoi legali la descrivono «senza rimpianti» nonostante la sua testimonianza in Senato non sia riuscita a fermare la nomina. «Ritiene di aver fatto la cosa giusta», raccontano gli avvocati, precisando che la loro assistita non è interessata e non preme per l'impeachment di Kavanaugh. Le parole e le ricostruzioni di Ford hanno lasciato parte dell'America a bocca aperta e hanno spinto in piazza migliaia di persone a manifestare contro Kavanaugh.

PROTESTE E 60 ARRESTI DAVANTI A CAPITOL HILL

Migliaia di persone si sono radunate oggi davanti a Capitol Hill, a Washington, sede del Congresso Usa, per protestare contro il voto. Almeno 60 persone sono state arrestate, tra i circa 150 che sono riusciti ad aggirare la barricata issata vicino al Campidoglio e ad arrivare a pochi metri dall'entrata della sede del Congresso degli Stati Uniti. Susan Collins ha impiegato 45 minuti per spiegare in aula il perché del suo sì a Kavanaugh. Ma questo non le ha risparmiato una pioggia di critiche, con molte manifestanti che l'hanno aspettata fuori dalla sede del Congresso per gridarle «vergogna».

BUFERA SU SUSAN COLLINS

Anche nel suo Maine le polemiche non sono mancate, tanto che è già partito il toto-nomi su chi la sfiderà alle prossime elezioni. Fra i papabili, anche l'ex dell'amministrazione Obama, Susan Rice. Nelle file repubblicane, l'unica donna a voltare le spalle a Kavanaugh è stata la senatrice dell'Alaska Lisa Murwkoski. «È una brava persona, ma non penso sia adatto per la Corte Suprema. Devo votare in base alla mia coscienza», ha detto in aula, spiegando ai suoi colleghi i motivi che l'hanno indotta a prendere le distanze dal partito. Per alcuni democratici Murwkoski è già un'eroina, pur non essendo riuscita nella grande impresa: le donne l'applaudono per il coraggio, lo stesso coraggio - le dicono - che è servito a Ford per uscire allo scoperto e presentarsi in Senato.

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