5 Ottobre Ott 2018 1730 05 ottobre 2018

Maria Elena Boschi e Alexandra Ocasio-Cortez, dem da copertina

Due donne della sinistra, l'italiana e l'americana. Una in ascesa, l'altra ha appena iniziato la sua carriera in politica. Ma entrambe sono testimonial da prima pagina.

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Boschi Foto

Una è italiana, benestante, ha 37 anni e ormai lontana dai problemi del governo, l’altra è una 28enne ex-barista, americana di origini portoricane, appena entrata nell’arena politica. Cos’hanno in comune Maria Elena Boschi e Alexandra Ocasio-Cortez? Sono donne, democratiche e a ottobre entrambe in edicola, sulla copertina di una rivista patinata.

MARIA ELENA BOSCHI SU MAXIM

Ha destato molta sorpresa – per non parlare delle criticheMaria Elena Boschi sulla copertina del numero ottobre della rivista Maxim, in edicola dal 4 del mese. A partire dall’autore degli scatti, Oliviero Toscani, il «fotografo dei Benetton» che Libero Quotidiano definisce «uno che sta sulle balle al 90% degli italiani», fino ad arrivare ai giudizi più maligni diretti proprio alla ex ministra per le Riforme costituzionali. Forse il balioso giudizio dell’opinionista Selvaggia Lucarelli, che arriva addirittura a paragonare la Boschi a una «malata di salmonella» è eccessivo, ma di sicuro il servizio fotografico della Dem non è stato come quelli ai quali sono abituati i lettori del bimestrale maschile: niente di scandaloso, o vagamente erotico. La ex sottosegretaria alla presidenza del Consiglio si è infatti mostrata sotto una luce molto meno istituzionale, forse con la speranza di risollevare le sorti della sua carriera politica, ormai in declino dall’ultima tornata elettorale. Può darsi, ma i commenti sulla pagina Facebook della rivista non sono stati entusiasti – che i lettori preferissero la copertina di Matteo Salvini nudo su Oggi? – e quindi non ci resta che aspettare e confidare nel titolo dell’articolo: «Il meglio deve ancora venire».

ALEXANDRA OCASIO-CORTEZ SU VANITY FAIR

«Per ogni sogno che finisce, ce n'è uno che nasce», scriveva Paulo Coelho, e questa è anche la speranza dei Democratici americani. Prima del 26 giugno, il giorno in cui ha sconfitto il candidato favorito Joe Crowley alle primarie del distretto di New York, quasi nessuno fuori dal Queens e dal Bronx l’aveva sentita nominare, ma adesso il nome di Alexandra Ocasio-Cortez è sulla bocca di tutti. Specie da quando, anche lei, ha conquistato la copertina, quella di Vanity Fair per la precisione. La 28enne di origini portoricane non ha esperienza politica, ma si definisce socialista come Bernie Sanders, e fino allo scorso novembre lavorava come cameriera Flats Fix di Manhattan. Giovane, democratica, donna, per metà portoricana, Ocasio-Cortez è l'incarnazione della politica anti-establishment e dell'ondata di donne candidate alle elezioni di medio termine. Se dovesse vincere le elezioni di novembre diventerebbe la candidata del Congresso più giovane della storia statuitense.

Sometimes people ask me how this feels. To be honest, at least in part, I feel scared. Anxious. Overwhelmed. And that’s okay. It is a surreal experience to go from being virtually anonymous to having an enormous amount of attention overnight. Things went from feeling like folks going out of their way NOT to cover our campaign to feeling like there’s a microscope on my every word, joke, meal, outfit, or makeup decision. Every time a media event like this happens I get NERVOUS. But I also think about how I never got to see anyone like me on any magazines growing up. I never saw a version myself in leadership, or on TV, or anywhere really and think, “That could be me.” . I think of that saying, ‘be who you needed when you were younger.’ When I was younger, I needed to see myself in others. I needed mentorship. I needed an example. I needed to believe that I could. Knowing that gives me the courage to overcome the doubt, the fear, and anxiety: the idea that if I do this, then maybe it will help someone else. . The whole time I campaigned for Congress up to the primary, I didn’t even have health insurance. I was uninsured until not long ago. I STILL feel squeezed w/ healthcare. So to suddenly be on the cover of a magazine despite all that is enough to make my head spin. I try hard to keep my life as normal as possible, with just a few changes to accommodate the whirlwind. I still live in my 1br BX apartment, but I may move 2 blocks to get a little more space for all the boxes. I go to my same bodega, have the same mailman, play in the same parks with my nieces and nephews. . The hardest part has been feeling like my full, human, 3-dimensional self gets flattened into a 2 dimensional character for mass consumption or critique. It’s weird. I stumble like everyone else. It’s hard feeling like I have a whole movement on my shoulders. But I also know that’s not true - movement means we’re ALL in this together. I happen to have one mic to amplify the work and causes of others, but it’s not the only mic. . The goal is to keep pushing so that LOTS 👏🏽MORE👏🏽 champions get the shine they so deeply deserve. That means to everyone out there - your cover is next. 📸: @cassblackbird
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