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Diritti

3 Ottobre Ott 2018 1955 03 ottobre 2018

Emma Watson e la lettera pro aborto in nome di Savita Halappanavar

L'attrice e attivista di Time's Up si schiera dalla parte delle donne irlandesi dopo la tragedia di Savita: la 31enne morta dopo che le è stata negata l'interruzione di gravidanza, procedura resa illegale in Irlanda dall'ottavo emendamento.

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Emma Watson lettera Savita

Emma Watson si è lasciata alle spalle i ruoli cinematografici della streghetta Hermione Granger e di Belle, la principessa Disney innamorata della Bestia, e dopo la laurea in Letteratura inglese alla Brown University, è diventata Ambasciatrice delle Nazione Unite per i diritti delle donne. E adesso l'attrice e attivista Time's UP si schiera anche in difesa dell'aborto libero e sicuro e in una lettera aperta parla del caso di Savita Halappanavar, 31enne morta di setticemia dopo che le era stato negato l'aborto in Irlanda, dove la procedura è stata resa illegale in maggio con la modifica dell'ottavo emendamento della Costituzione, secondo il quale il feto e la madre avrebbero pari diritti.

Il monumento dedicato a Savita dopo la sua morte. Dublino, Irlanda, 2012.

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IL CASO DI SAVITA: MORTA DI SETTICEMIA ALLA 17ESIMA SETTIMANA

Il caso di Savita suscitò grande scalpore e, portato all'attenzione dalle attiviste Irlandesi, provocò un'ondata di proteste in tutto il mondo. Nel 2012, la 31enne al quarto mese di gravidanza, era stata visitata in un ospedale di Galaway dove si era presentata accusando forti dolori all'addome e alla schiena. I medici si rifiutarono di interropere la gravidanza, perché il feto era ancora vivo e «l'Irlanda è un Paese cattolico». Una settimana dopo la dimissione, Savita morì di setticemia.

LA LETTERA: «NON VOLEVI DIVENTARE UN SIMBOLO, VOLEVI CHE TI SALVASSERO LA VITA»

«Cara Savita Halappanavar, non volevi diventare il volto del movimento; volevi solo il diritto a una procedura che ti avrebbe salvato la vita», inizia così la lettera che Watson ha pubblicato sulle pagine di Porter. «Che l'ottavo emendamento valuti la vita di un feto non ancora nato, più meritevole di quella di sua madre in vita è stata una chiamata d'allarme per tutti noi. Per te, e per tutte quelle donne costrette a viaggiare il Gran Bretagna per ottenere un aborto sicuro e legale, la vittoria ha un gusto amaro. Dall'Argentina alla Polonia, leggi restrittive e anti-abortiste, puniscono e mettono in pericolo ragazze e donne in gravidanza», continua Watson, parlando poi della speranza che nutre nell'approvazione della Savita's Law, dedicata proprio a Halappanavar.

Dimostranti marciano a Dublino, Irlanda, dopo la morte di Savita, il 17 novembre 2012.

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LA LEGGE COL SUO NOME POTREBBE SALVARE LE DONNE IRLANDESI

Entro la fine del 2018 le donne irlandesi sperano di vedere riconosciuti i propri diritti grazie alla Savita’s Law, la legge di Savita, che prevede la possibilità di abortire liberamente entro la 12esima settimana di gravidanza e entro la 24esima nel caso in cui sia in pericolo la vita della madre.

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