2 Ottobre Ott 2018 1248 02 ottobre 2018

Le cose da sapere sul tentato femminicidio di Caserta

Giovanni Bevilacqua è stato condannato a sei anni di reclusione per aver cercato di uccidere la moglie e la figlia, aggredendole con una serie di coltellate. La sentenza della Corte di Cassazione.

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È arrivata la sentenza definitiva per Giovanni Bevilacqua, il 51enne casertano che ha tentato di uccidere la moglie e la figlia, aggredendole con diverse coltellate. La Cassazione, confermando il verdetto della Corte d’Appello, gli ha inflitto una condanna d sei anni di reclusione.

ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO

Accusato di tentato omicidio, ingiuria, minaccia e lesioni, Bevilacqua si è sempre difeso, dichiarando di non aver mai avuto l’intenzione di uccidere né la compagna né la figlia. E sostenendo che, se avesse premeditato l’omicidio, avrebbe senz’altro puntato a colpire gli organi vitali delle sue vittime. Una serie di rilievi e ricostruzioni hanno dimostrato, però, l’inconsistenza della sua testimonianza: la Corte d’Appello e la Cassazione, infatti, hanno stabilito che la traiettoria delle coltellate era palesemente rivolta all’addome e al volto, dunque, volutamente fatale. Le due donne sono sopravvissute all'aggressione per miracolo: salvifico per la moglie è stato il gesto istintivo di coprirsi prima il volto, poi la pancia per evitare che la coltellata la colpisse in modo irrimediabilmente fatale.

LE DINAMICHE DEL PROCESSO

Nel corso del processo, gli avvocati dell’imputato sono riusciti a far sì che potesse beneficiare di uno sconto di pena grazie all’applicazione delle attenuanti generiche che il giudice di primo grado aveva negato, infliggendogli una pena più alta. Categoricamente bocciata, invece, la proposta di riqualificazione del reato: i legali ne avevano richiesto una riconversione da quello più grave di tentato omicidio aggravato a quello meno grave di lesioni personali volontarie.

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