20 Settembre Set 2018 1223 20 settembre 2018

È morta Inge Feltrinelli, l'ultima grande regina dell'editoria

Una vita straordinaria, scandita dall'amicizia con grandi uomini: da Hemingway a Picasso. Sposò Giangiacomo Feltrinelli e da fotoreporter si reinventò editrice per salvare l'azienda.

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Inge Feltrinelli

«Non si faceva questo mestiere per diventare ricchi, ma per fare circolare idee». Si è spenta il 20 settembre, a 87 anni, Inge Feltrinelli, l’ultima grande regina dell’editoria, che voleva cambiare il mondo con i libri. Inge Schönthal, nata a Gottinga il 24 novembre 1930 in una famiglia borghese immigrata dalla Spagna, ha avuto una vita straordinaria in cui c'è la storia del Novecento italiano ed europeo. Dopo la separazione dei genitori, l’America divenne la sua nuova casa, ma soprattutto un porto sicuro per una bambina ebrea nata a cavallo delle campagne antisemite. Gli Stati Uniti furono il terreno fertile della sua carriera. Senza un soldo, come le piaceva ripetere, ma piena di energia e talento, la fotoreporter italiana ritrasse tutti: Greta Garbo e Anna Magnani, Alfred Hitchcock, Audrey Hepburn, ma anche personaggi della politica come Winston Churchill, J.F. Kennedy e Fidel Castro. E fu proprio a Cuba che una giovane Inge conobbe Ernest Hemingway, il primo degli uomini che la resero celebre.

Inge Feltrinelli e Ernest Hemingway

«INCONTRARE HEMINGWAY MI HA CAMBIATO LA VITA»

Partì da New York senza potersi permettere il viaggio, attraversò la East Coast in macchina, lavorando come autista, e arrivata a Miami si imbarcò su un volo per L’Avana. Lo scatto di Inge e Ernest in barca con un marlin in mano è entrato nella storia, così come i due protagonisti, e qualche anno dopo lei confessò che su quella barca, in realtà, nessuno pescava mai: «Il marlin che si vede nel nostro celebre autoscatto era vecchio di tre giorni. Poi andavamo alla Floridita, dove in onore di Hemingway facevano il Daiquiri doble a la Papa». Inge non ammise mai la relazione con lo scrittore, che ricordava però con grande affetto: «Era una creatura complessa, distorta, fragile. Averlo incontrata ha però cambiato la mia vita».

Inge Feltrinelli e Pablo Picasso

«PICASSO, UN DIAVOLO AFFASCINANTE E MISTERIOSO»

E fu così, l’incontro con Hemingway consacrò la «brava ragazza tedesca», come si definiva lei nel rapporto con lo scrittore maledetto, a fotoreporter di successo. Tornata in Europa, Inge trascorse molto tempo in Costa Azzurra, in compagnia di artisti come Marc Chagall, che definì «un vecchio ebreo russo pieno di charme» e Pablo Picasso, «galante, era un piccolo diavolo affascinante e misterioso, un toro dagli occhi magnetici».

Inge Feltrinelli e Giangiacomo Feltrinelli

QUELL'INCONTRO CON GIANGIACOMO CHE LE CAMBIÒ LA VITA

Poi il 14 luglio 1958 l’incontro che le cambiò la vita con Giangiacomo Feltrinelli. I due si conobbero ad Amburgo, nel salotto di Ernesr Rowohlt, che la invitò per presentarle il «miliardario comunista e rivoluzionario» che aveva appena pubblicato Il dottor Zivago di Pasternak: «Simpatizzarono, e credo non avessero bisogno di nessun altro…», raccontò poi l’editore amburghese. Si sposarono in Messico, nel 1959, e due anni dopo la nascita del figlio Carlo, nel 1964, la coppia si trasferì a Cuba per convincere Fidel Castro a pubblicare una biografia. Gli anni della clandestinità e la morte di Giangiacomo crearono un vuoto non solo nella vita di Inge, ma anche nell’azienda di famiglia. Da fotografa, divenne editrice e grazie a un altro uomo riuscì a risollevare le sorti della pubblicazione: Roberto Olivetti. Un grande amico, che «nel weekend arrivava da Ivrea a controllare i conti» e insieme furono i primi a mandare in stampa Cent’anni di solitudine, vendettero 300 mila copie.

Inge Feltrinelli e Erri De Luca

La vita di Inge Schönthal Feltrinelli continuò ad essere scandita dalle amicizie con grandi uomini, eccezionali scrittori: Erri De Luca, Gabriel Garcia Marquez - «il piccolo colombiano di commovente sensibilità» - , Chales Bukowski, Gunter Grass - «un gigante della letteratura, un cuoco fantastico, un vecchio antagonista di tutto» r Allen Ginsberg - che «girava sempre nudo».

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