18 Settembre Set 2018 1900 18 settembre 2018

Le raccattapalle minorenni del Vicenza in abiti succinti

Ragazzine di 16 anni sessualizzate, usate come pezzi di carne da esporre. La vergognosa idea delle «ball girls» in divisa da consumate pin up dell’animazione da discoteca.

  • ...
Raccattapalle Vicenza Pallavolo

A Vicenza ho lavorato per ben dieci anni. Prima come dirigente sportiva e poi come speaker ufficiale delle partite di una squadra di serie A1 di pallavolo femminile. E l’ho fatto proprio per il Volley Vicenza, società che oggi sta facendo indignare migliaia di persone sui social e non solo, grazie a una segnalazione della testata sportiva Sport alla Rovescia. Sono venuta a conoscenza della 'geniale' trovata della squadra di calcio maschile LR Vicenza Virtus iscritta alla Lega Pro che, al posto dei raccattapalle in divisa normale e adeguata, ha pensato bene di usare (mai verbo potrebbe rendere meglio l’idea) come raccattapalle le atlete dell’under 16 della squadra di pallavolo (età tra i 14 e i 16 anni quindi). E fin qui tutto bene, penserete. Ma c’è un piccolo particolare: alle ragazzine è stata data una divisa da consumate pin up dell’animazione da discoteca: canottiera verde smagliante e pantaloncino più simile ad una culotte che ad uno da tenuta sportiva.

Lo ammetto: ne ho viste e commentate tante, ma questa mi ha fatto veramente ribollire il sangue. Mi sono chiesta nell’ordine: ma come può un dirigente che ha in carico la vita sportiva di queste ragazzine chiedere loro di fare una cosa simile? Sanno cosa vuol dire essere prima di tutto 'educatori'?! E ancora: ma i genitori?! Come può un genitore trovare normale che la propria figlia venga utilizzata come un pezzo di carne da esporre, sessualizzando una ragazzina di 16 anni, peraltro in un ruolo che niente ha a che fare con l’appetibilità sessuale? In quale meschino mondo siamo tornati a sguazzare se è 'normale' che dieci pallavoliste MINORENNI vengano utilizzate come una bella visuale per gli 8400 spettatori che erano lì a guardare? Quale il devastante messaggio a ragazze e ragazzi? E siccome queste domande non bastavano, mi sono anche chiesta se non si vergogna lo sponsor e patron della squadra, Renzo Rosso, con il suo marchio mondiale Diesel. Non escludo per la verità che non sapesse nulla, ma la cosa non mi consolerebbe affatto.

Oggi a indignarci sui social network non c’è solo Assist che il 19 settembre scriverà ufficialmente a CONI, FIGC e Lega Pro, perché questo spettacolo indecente venga ritirato. A indignarsi ci sono anche Vito, Claudio, Giovanni, Andrea, Luca. Mi piacerebbe citarveli tutti gli uomini e i ragazzi che si sono scagliati contro questa iniziativa retriva e offensiva della dignità delle donne, perché sono loro la vera speranza di non finire nel baratro del patriarcato. Perché è proprio lì che la subcultura di cui è intrisa certa politica vuole ricacciarci. Una subalternità vecchia di mille anni, in cui la donna sessualmente appetibile deve prestarsi e sorridere al maschio predatore, poi deve chiudersi nel ruolo di generatrice e moglie (ricordate quel libro «Sposati e sii sottomessa»?) e infine completare il suo lavoro di cura, in silenzio, con figli, anziani, nipoti.

Ognuno di noi, uomo e donna che sia, deve opporsi con ogni forza a questo modo di pensare. Il rispetto dell’uno verso gli altri, al di là del genere, deve essere il faro illuminante della nostra società. Riscoprire la forza dell’indignazione e dell’azione di protesta è un passaggio da praticare ogni giorno. E io spero che domani, la cattolicissima Vicenza con la sua gloriosa storia sportiva, pallavolistica e calcistica, si indigni con tutte le sue forze. Perché una comunità che tollera che 12 ragazzine siano testimonial commerciali della più misogina delle culture, è una comunità che non solo non sa più quali siano i valori dello Sport, ma è una comunità che ha perso il rispetto di sè.

Caro Renzo Rosso di Diesel, un marchio che mi piaceva pure, se per tornare a galla hai bisogno di vestire le calciatrici...

Geplaatst door Flavia Perina op Dinsdag 18 september 2018
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso