18 Settembre Set 2018 1545 18 settembre 2018

L'assemblea nazionale di Non Una di Meno a Bologna

Contrasto alla violenza, salute, lavoro e antirazzismo sono i temi al centro dell'evento promosso dall'associazione femminista che si terrà il 6 e 7 ottobre.

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Non Una Di Meno 2018 Bologna

Non Una di Meno ha annunciato sulle sue pagine social l'Assemblea nazionale per il 6 e 7 ottobre a Bologna, presso le sale della Giurisprudenza di via Belmeloro. Per l'incontro di sabato le aree tematiche in discussione sono contrasto alla violenza maschile e di genere, salute e autodeterminazione (in tutti i suoi risvolti e per la libertà sessuale e di aborto), lavoro e welfare, antirazzismo e lotte migranti. «Di fronte all'intensificazione della violenza in tutte le sue forme a cui assistiamo quotidianamente e ai tentativi del governo di legittimare patriarcato e razzismo a mezzo di legge (e non solo), abbiamo bisogno di pensare insieme parole, discorsi e percorsi potenti», si può leggere nel comunicato pubblicato sulla pagina Facebook. Domenica invece dalle 10 alle 14 è programmata l'assemblea plenaria e verrà lanciata la campagna transfemmista di autodeterminazione 'riGENERIamociLIBERAmente contro la violenza sui corpi, i territori, gli animali'. Nell'annuncio le attiviste, che da oltre due anni lottano contro «l'attacco patriarcale» della società sulle donne, sottolineano la preoccupazione per la situazione argentina, dove il Senato ha respinto la proposta di legge per l'aborto libero, sicuro e gratuito, ma non solo: le manifestazione in atto in tutto il mondo dalla Corea del Sud alla Polonia, dall'Italia al Cile, dagli Stati Uniti alla Tunisia, sono la risposta alle politiche che mirano a riaffermare la divisione sessuale.

IL COMUNICATO

Non Una Di Meno chiama a raccolta tutte le energie che è stata capace di innescare e far esplodere in questi due anni di mobilitazione straordinaria e planetaria contro la violenza patriarcale che uccide, opprime, impoverisce. Questo movimento femminista, nato sulla spinta di una mobilitazione globale, ha organizzato due scioperi al fianco delle compagne di tutto il mondo e ha mostrato che è ancora possibile organizzarsi e ribellarsi contro il silenzio e la violenza creando una grande potenza collettiva. Questa forza viene dal movimento globale dello sciopero femminista, dalla lotta transnazionale per l'aborto libero e sicuro, "dalla furia e dall'euforia" delle nostre compagne argentine, in grado di fare di una protesta per la libertà di aborto una sollevazione globale, da milioni di donne che, partendo dal #metoo, hanno urlato #wetoogether e hanno alzato la testa contro la violenza e le molestie subite, dalle migliaia di iniziative che abbiamo organizzato per affermare la nostra libertà sessuale e di movimento e il nostro rifiuto dello sfruttamento, in Italia e in tutto il mondo.

La posta in gioco di questo scontro è altissima anche in Italia. Stupri e femminicidi hanno scandito il tempo di quest'estate torrida trascorsa sotto il segno della violenza. I fatti di Brescia, di Parma e di Como hanno raggiunto l'onore della cronaca, mentre altri hanno continuato, e continuano, ad accadere, come sempre, fuori dal clamore mediatico. Questa violenza è usata per obbligarci a tacere, per intensificare il nostro sfruttamento nei luoghi di lavoro, per stabilire gerarchie sociali e sopprimere ogni aspirazione all'uguaglianza. Questa violenza è sostenuta dalla più sfacciata legittimazione istituzionale.

A tutto questo risponderemo con la forza della nostra iniziativa. Abbiamo affermato che la violenza maschile e di genere è una violenza strutturale. Per questo abbiamo abbracciato la pratica dello sciopero femminista, reclamando una trasformazione globale della società neoliberale e patriarcale. Ci incontreremo a Bologna per discutere di tutto questo: verso il prossimo 25 novembre abbiamo di fronte la sfida di alimentare il fuoco che ha reso grandiosa la presa di parola femminista contro la violenza maschile; verso il prossimo 8 marzo vogliamo immaginare lo sciopero senza farne un rito, ma producendo ancora uno o più momenti di rottura.

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