18 Settembre Set 2018 1138 18 settembre 2018

Gli Emmy Awards 2018 tra #MeToo, premi e momenti da ricordare

Riferimenti ad Harvey Weinstein, Kevin Spacey e al giudice Kavanaugh. Poi i vincitori e una proposta di matrimonio: i momenti salienti della cerimonia.

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Emmy Awards 2018

La consegna degli Emmy, i premi televisivi più importanti degli Stati Uniti (e quindi, ahinoi, dei mondo) si è svolta durante la serata organizzata al Microsoft Theatre di Los Angeles. La cerimonia ha visto una guerra all'ultimo fotogramma tra HBO, l'emittente televisiva numero uno nelle premiazioni degli ultimi 16 anni, e Netflix, la 'nuova' piattaforma di streaming online che sta velocemente recuperando terreno: entrambe infatti quest'anno si sono aggiudicate 23 statuette.

LA BATTUTA DI APERTURA SUL #METOO E LA TIEPIDA SPERANZA

Non hanno perso tempo Michael Che e Colin Jost a tirare fuori il movimento #MeToo durante la prima cerimonia degli Emmy post-scandalo abusi, facendo subito riferimento ad alcune delle figure mancanti come Harvey Weinstein e Kevin Spacey: «È un onore condividere questa serata con i molti talenti e personaggi creativi di Hollywood, quelli che non sono ancora stati presi almeno». Parlando di cambiamento però, non ci siamo: Tatiana Maslany, candidata per Orphan Black, ha detto di non sperarci troppo: «Spesso sono state solo parole. Sul set si sentono persone dire 'Oh, non si può più dire così adesso', è più uno sforzo che una trasformazione».

I RIFERIMENTI AL CASO KAVANAUGH

L'attenzione dei partecipanti alla serata è stata rivolta anche alle accuse di molestie rivolte al giudice (caldamente sostenuto dal presidente Trump) della Corte Suprema degli Stati Uniti Brett Kavanaugh. La moglie del regista Jesse Peretz, Sarah, ha infatti sfilato sul tappeto rosso per le foto di rito con la scritta sul braccio «STOP KAVANAUGH 202-224-312». Anche Ross Mathews di RuPaul's Drag Race, il talent show dedicato alle drag queen, ne ha parlato con i giornalisti presenti: «Penso di vedere un certo cambiamento, ma sarà testato con il caso Kavanaugh. Sembra un po' il 1991», in riferimento all'allora giudice della Corte Suprema Clarence Thomas accusato di violenza da Anita Hill.

IL TAPPETO ROSSO CHE ODIA LE DONNE

Amy Sherman-Palladino, che forse ricordete per i titoli di testa di Una mamma per amica, è salita sul palco per ritirare i suoi due riconoscimenti, come miglior scenggiatura e miglior regia comedy de La fantastica signora Maisel, e ha esordito con un messaggio femminista: «Chiunque abbia messo quel tappeto rosso odia le donne. Volevo dirlo subito. Time's up, ok?».

LA PROPOSTA DI MATRIMONIO

Tra i tanti momnti della serata non è certo passato inosservato il gesto plateale di Glen Weiss: sul palco per ritirare il premio come migliore regista ha preso possesso del microfono per annunciare alla compagna Jan Svendsen: «Sai perché non ti chiami più la mia ragazza? Perché voglio chiamarti mia moglie». Forse la proposta di matrimonio non è stata più spettacolare di quella di Fedez a Chiara Ferragni, ma con più spettatori di sicuro.

I VINCITORI

Parlando invece del tema più caldo della serta, i premi, la serie che ha ottenuto più successo è stata senza dubbio l'opera targata Amazon La fantastica signora Maisel, con cinque premi tra i quali miglior serie comedy e migliore attrice protagonista comedy a Rachel Brosnahan. Mentre Il Trono di Spade si è aggiudicato il titolo di miglior serie drammatica e riconferma l'interpretazione di Peter Dinklage come miglior attore non protagonista. Anche la seconda stagione di The Crown, firmata Netflix, si è portata a casa due riconoscimenti: migliore regia per l'episodio Pater familias a Stephen Daldry, e migliore attrice protagonista drama alla interprete di Elisabetta II, Claire Foy. Tre Emmy invece per American Crime Story - L'assassinio di Gianni Versace, tra i quali miglior miniserie. Per la serie «meglio tardi che mai» è invece la vittoria come miglior attore non protagonista di Henry Winkler, l'eterno Fonzie di Happy Days, 72 anni appena.

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