Sessismo

Sessismo

13 Settembre Set 2018 1508 13 settembre 2018

La presunta amante di Boris Johnson è vittima di sessismo?

Lo sostengono in una lettera aperta le donne di Westminster che puntano il dito contro la misoginia della stampa british nei confronti di Carrie Symonds.

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Boris Johnson

I media inglesi hanno ricamato una bella A scarlatta e l'hanno cucita sul petto di Carrie Symonds, proprio come Hawthrone aveva fatto con la povera Hester Prynne. I tabloids inglesi avrebbero appunto trovato nella presunta adultera 30enne la causa del divorzio recentemente annunciato tra Boris Johnson, esponente del Partito conservatore, e la moglie Marina Wheeler, dopo 25 anni di matrimonio. Ma la copertura mediatica riservata alla relazione tra i due, che secondo i giornalisti va avanti già da diverso tempo, non è piaciuta alle donne che lavorano a Westminster. I reporter hanno, infatti, scavato nella vita della giovane, indagando sul suo passato e invadendo la sua privacy, anche attraverso la pubblicazione di fotografie risalenti a più di dieci anni fa. Al culmine dell’ondata di insinuazioni e accuse, e dopo che la Symonds è stata licenziata dalla carica di responsabile della comunicazione del partito Tory, una lettera aperta firmata da una coalizione di politiche, giornaliste e consigliere di Westminstrer ha denunciato il sessismo del media.

LA LETTERA: «FATE DI MEGLIO, SIATE MIGLIORI»

Siamo un gruppo di donne con poco in comune, abbiamo diverse professioni, differenti ideologie politiche o nessuna, abbiamo età diverse e proveniamo da disparate classi sociali, ma una cosa ci unisce: ne abbiamo abbastanza. Tutte lavoriamo attorno al mondo politico, e siamo state disturbate e scioccate profondamente vedendo il modo in cui i media hanno trattato Carrie Symonds. Non c’era, e non c’è tutt’ora, nessun motivo per cui siti e giornali debbano scandagliare i profili social di una donna, indugiando ripetutamente in insinuazioni, e pubblicando dozzine e dozzine di foto, tutte scattate nella sua vita provata,alcune datate addirittura 10 anni fa. Alcune di noi sono amiche o ex colleghe di Carrie, altre solo conoscenti, qualcuna non l’ha nemmeno mai incontrata. Ma siamo comunque unite nel pensare che il modo in cui è stata trattata è terribile, e non dovrebbe ripetersi mai più. Essere una donna in politica non è facile, e ognuna di noi ha dovuto passare sopra a molte cose per arrivare dov’è oggi, e così ha fatto lei. Spesso ci vengono riservati trattamenti che agli uomini non sarebbero riservati, e questa disfatta è solo l’ultimo esempio di una cultura mediatica e politica ancora instillata di misoginia. Spesso ci viene chiesto perché esitiamo a diventare giornaliste politiche, o parlamentari, o più semplicemente ad avviare una carriera a Westminster. Fatti come questi mettono sulla direzione del capire perché. A tutti i giornalisti ed editori che hanno usato una notizia per violare la vita privata di una giovane donna e stuzzicare i propri lettori, e alle persone di Westminster che le hanno aiutate in questa disgustosa copertura, noi diciamo: fate di meglio. Siate migliori.

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