12 Settembre Set 2018 1348 12 settembre 2018

La Gran Bretagna vuole perseguire la misoginia come crimine d'odio

Dopo due anni di preparazione, sarà votata in settimana la revisione alla legislazione. Una modifica che potrebbe portare ad un cambiamento importante. Ma qual è la situazione in Italia?

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Il parlamento inglese voterà nei prossimi giorni la revisione completa della legislazione sui reati di odio e la misoginia - l'atteggiamento di avversione verso le donne - potrebbe essere inserita tra questi crimini. L'annuncio arriva dal ministro della Giustizia Lucy Frazer ma il procedimento era iniziato con l'emendamento, presentato dalla parlamentare laburista e leader dei diritti delle donne Stella Creasy, che in Inghilterra e Galles inserisce la misoginia come aggravante, sanzionabile con la reclusione fino a due anni. La modifica alla legge potrebbe portare ad un cambiamento importante, dichiarano le due promotrici del cambiamento, perchè darebbe alle donne la sicurezza di poter denunciare.

LA COLLABORAZIONE CON LA POLIZIA

La battaglia per la Creasy è iniziata con l'upskirting bill. L'upskirting consiste nello sbirciare e scattare fotografie sotto la gonna delle donne, ed è, secondo la parlamentare, «un classico esempio di crimine in cui la misoginia motiva l'offesa. Dobbiamo proteggere le donne in tribunale - l'upskirting, le molestie per strada, la violenza sessuale e l'abuso sono parte della vita di tutti i giorni, ed è arrivato il momento di trattare la misoginia come un crimine d'odio e di fermarla». Dal 2016 la polizia del Nottinghamshire sta seguendo un programma pionieristico che registra i crimini di odio motivati ​​dalla misoginia: dalle 'molestie lievi', come palpeggiamenti, l'uso di linguaggio esplicito o la ripresa fotografica, fino ai casi di violenza vera e propria. A luglio 2018, le Università di Nottingham e Nottingham Tent hanno pubblicato i risultati, mostrando che le molestie verbali o fisiche nei luoghi pubblici a danno di donne e giovani ragazze è endemico: 9 su 10 (il 97%) ne hanno avuto esperienza diretta, come vittime o spettatrici. L'associazione Citizens UK ha quindi portato avanti il programma coinvolgendo anche la polizia di Manchester, e un rappresentante del sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha dichiarato che il municipio sta prendendo molto sul serio i dati di Nottingham e studierà a sua volta un programma per «tenere al sicuro le donne e le ragazze londinesi nel miglior modo possibile». Sono molte le associazioni, come la Fawcett Society, la Stonewall e la Southall Black Sisters, che sostengono l'iniziativa.

IN ITALIA C'È LA LEGGE MANCINO

La legge Mancino, la norma introdotta nel 1993 che ha preso il nome dall’allora ministro dell’Interno proponente, Nicola Mancino, è il principale strumento legislativo che l’ordinamento italiano offre per la repressione di chi commette crimini d’odio. L’art. 1 sanziona con la reclusione fino ad un anno e sei mesi, o multa fino a 6 mila euro, chiunque faccia propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, oppure istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. La pena aumenta con il carcere da sei mesi a quattro anni per chi invece istiga, con qualunque modalità, a commettere o commette atti di violenza o di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. L'art. 3 specifica che in caso di reati commessi per finalità di discriminazione o di odio, questi costituiscono una circostanza aggravante e ne aumenta la pena. Ferma dal 2013 in Senato, una modifica approvata alla Camera, propone di inserire nel testo l’estensione anche ai reati basati sulla discriminazione in base all’orientamento sessuale e all’identità di genere, ma alcuni, come il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, chiedono di abrogare la legge Mancino stessa. Se dovesse essere approvata, la riforma britannica potrebbe forse sbloccare la situazione anche nel nostro Paese.

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