12 Settembre Set 2018 1840 12 settembre 2018 Aggiornato il 14 settembre 2018

Una manifestazione contro il ddl Pillon a Roma

L'associazione D.i.Re invita nelle piazze della Capitale il 10 novembre per dire «no» alla modifica al diritto di famiglia «maschilista, antiquato e inadatto».

  • ...
Pillon Simone Lega DDL 735

Le leggi sono fatte dalle persone, ma quando a scegliere per il diritto di famiglia sono uomini leghisti, la legge si fa da sè. E così è nato il Disegno di Legge Pillon, in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità, depositato alla Camera presso la Commissione di Giustizia a metà agosto. In risposta, l'associazione Donne in Rete contro la violenza ha invitato, tramite un documento pubblicato su Facebook, a scendere nelle piazze di Roma il 10 novembre per protestare contro l'approvazione del Ddl 735.

LA PROPOSTA DEL DISEGNO DI LEGGE

I punti del Disegno prevedono la mediazione civile obbligatoria in tutte le separazioni in cui siano coinvolti figli minorenni, equilibrio tra entrambe le figure genitoriali e tempi paritari nella cura nella cura e nell'educazione e quindi affidamento congiunto e doppio domicilio per i minori, mantenimento in forma diretta dei figli ed eliminazione dell'assegno di mantenimento e lotta all'alienazione genitoriale. L'idea è che «non ci sarà più l’obbligo di versare l’assegno di mantenimento per la prole all’altro coniuge, poichè entrambi i genitori dovranno provvedere al mantenimento diretto dei figli, come accade nelle coppie conviventi, salvo diverso accordo», dato che la prole dovrebbero passare almeno 12 giorni ogni mese presso il domicilio di entrambi i genitori. Il principio è: dividiamo il tempo, e ognuno si copre i suoi costi. Peccato che la realtà non sia così facile, in un Paese che paga sistematicamente meno le donne e con un mercato del lavoro che va a rilento. Dopo 50 anni, un aggiornamento del diritto di famiglia e le riforme sul divorzio sono necessarie, ma tenenedo conto delle disuguaglianze presenti nel Paese e non in maniera peggiorativa.

PERCHÈ IL DISEGNO NON PUÒ PASSARE

Riguardo il ddl, nel documento 'Perchè la proposta di legge sulla separazione e l'affido non può passare', D.i.Re denuncia una stesura «completamente decontestualizzata e che non tiene conto di cosa accade nei tribunali, nei territori e soprattutto tra le mura domestiche». Il testo, continuano dall'associazione, ignora completamente la pervasività maschilista, che genera tensioni nell'affidamento dei figli, considerati oggetto di contesa e strumento di ricatto da parte dei padri. Dando inoltre per scontate delle disponibilità economiche che le donne, in un mercato che le penalizza, non possono mantenere. «Un tale dispositivo normativo, se approvato, comporterebbe quindi per una gran parte delle donne, in particolare per quelle con minori opportunità e risorse economiche, l'impossibilità di fatto a chiedere la separazione e a mettere fine a relazioni violente, determinando il permanere in situazione di pregiudizio e di rischio in aperta contraddizione con l'attenzione alla sicurezza tanto centrale per questo governo».

COMUNICATO Di.re "Invitiamo in piazza a Roma il 20 Ottobre per una mobilitazione generale donne e uomini della società...

Geplaatst door Se Non Ora Quando op Donderdag 6 september 2018
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso