11 Settembre Set 2018 1326 11 settembre 2018

Chi è Susanne Lyons, nuova presidentessa del comitato olimpico USA

Da gennaio 2019 prenderà il posto di Larry Probst, in carica da dieci anni. Il suo primo obiettivo sarà «riconquistare la fiducià degli atleti» dopo lo scandalo degli abusi sessuali.

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Susanne Lyons Comitato Olimpico Usa

Dalle carte di credito alla ginnastica. È il curioso percorso di carriera di Susanne Lyons, la donna a cui è stato affidato il difficile compito di traghettare lo sport Usa verso un futuro dove non si verifichino più casi Nassar, né nella ginnastica né negli altri sport. Il Comitato olimpico USA ha scelto lei per sostituire il presidente uscente Larry Probst, il cui terzo mandato (è in carica dal 2008) terminerà, in anticipo, alla fine del 2018. Da gennaio quindi la Lyons potrà portare avanti la battaglia contro gli abusi, iniziata durante il mandato temporaneo come CEO, affiancata dal nuovo amministratore delegato Sarah Hirshland, in carica da luglio.

LA CARRIERA NEL MARKETING

Dopo essersi diplomata al Vassar College, Susanne Lyons si è laureata alla Boston University in economia. Già esperta di marketing per numerose aziende, è arrivata alla Visa nel 2004, dove è stata manager responsabile del settore marketing fino al 2007, in precedenza aveva coperto lo stesso ruolo per la Charles Schwab & Co. Il successo ottenuto nell'azienda delle carte di credito le ha permesso di prendere posto in numerosi consigli di amministrazione, l'ultimo dei quali, in marzo, era stato proprio quello del Comitato olimpico con la sostituzione temporanea di Scott Backmun, dimesso per lo scandalo abusi.

PIÙ POTERE, MENO ALIBI

Le dichiarazioni riportate da The Gazette, infatti, sembravano quelle di una donna che ha ben chiaro quale percorso seguire per risolvere il problema degli abusi: «Dobbiamo dedicarci alla struttura amministrativa e alla mancanza di chiarezza che emerge di tanto in tanto», ha detto Lyons. Inoltre, è decisa a chiedere una modifica della legge per ottenere maggior potere decisionale: secondo Lyons, il Comitato olimpico deve avere «la possibilità di supervisionare e agire quando necessario per proteggere gli atleti».

IL SOSTEGNO ALLE VITTIME

Si potrebbe aprire, insomma, una stagione di importanti riforme che dovrebbe rendere più semplice per le vittime denunciare e non offrire più alibi agli organi direttivi. La Lyons, che già durante la carica temporanea di CEO non aveva avuto nessuna intenzione di limitarsi a essere una figura di comodo, aveva dichiarato in una nota la sua intenzione di fare di più per gli atleti statunitensi. «Stiamo formando un comitato consultivo per riunire vittime, attivisti, psicologi dell'infanzia e altri professionisti della medicina che ci guidino nel dare vita a strumenti di tutela più efficaci per le realtà olimpiche e paralimpiche statunitensi, oltre che a un reale sostegno per le vittime».

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