7 Settembre Set 2018 1258 07 settembre 2018

Evade dai domiciliari e uccide la moglie a Vicenza

Zoran Luivanovic, serbo di 40 anni e già condannato per violenze reiterate, aveva il divieto di avvicinarsi alla compagna Tamiya Dugalic. L'omicidio al termine di una nuova lite. L'uomo poi si è suicidato.

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Vicenza Femminicidio (2)

Nuovo caso di femminicidio in provincia di Vicenza. Un uomo di nazionalità serba, Zoran Luivanovic di 40 anni, ha ucciso a colpi di pistola la compana, Tamiya Dugalic di 32 anni e serba come lui, nella zona industriale di Lonigo e poi si è tolto la vita. L'omicidio-suicidio è avvenuto all'interno dell'auto con il quale l'uomo stava accompagnando la convivente al lavoro. Durante il viaggio tra i due è scoppiata l'ennesima lite. L'uomo si è fermato, è sceso dalla macchina, si è avvicinato al lato passeggero e ha esploso contro la donna tre colpi di pistola, due al petto e uno alla testa, con una 7.65 semiautomatica: quasi un'esecuzione. Poi ha gettato il cadavere a terra ed è fuggito ma poco dopo è stato ritrovato morto suicida per esseresi sparato un proiettile in bocca. All'omicidio hanno assistito almeno due persone. La prima è scappata spaventata dai colpi di pistola, la seconda, sotto choc, non ha avuto la forza di chiamare subito le forze dell'ordine. A dare l'allarme è stato un operaio di una fabbrica vicina che ha notato il cadavere insanguinato a terra e i bossoli dei proiettili. Del caso si sta occupando il pm Maria Elena Pinna. Dopo aver setacciato una vasta area sulle sue tracce dell'omicida i carabinieri del Reparto Operativo e della Compagnia di Vicenza hanno rintracciato la sua vettura nell'area di servizio di Arino, sulla A4, nel veneziano. Lukijanovic era evaso lo scorso luglio dagli arresti domiciliari, misura disposta dall'autorità giudiziaria per violenze contro la moglie.

L'OMICIDA GIÀ CONDANNATO PER VIOLENZE SULLA MOGLIE

A Luivanovic era stato in precedenza notificato il divieto di avvicinamento alla moglie e all'abitazione di questa, ad Orgiano, dopo una serie di soprusi e aggressioni. Il serbo aveva così dovuto lasciare la casa familiare, spostando a una decina di chilometri di distanza, a Lonigo. Nonostante il provvedimento cautelativo, le aggressioni e gli atteggiamenti violenti contro la compagna erano proseguiti, facendo scattare gli arresti domiciliari. Misura che l'uomo non ha però rispettato: l'Arma non aveva più sue notizie da metà luglio.

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