7 Settembre Set 2018 1447 07 settembre 2018

Le cose da sapere sulla maternità surrogata

Robbie Williams ha annunciato su Instagram l'arrivo della terza figlia: «Saremo eternamente grati alla madre biologica». Ma come funziona la surrogacy in Italia?

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Robbie Williams Ayda Fields

Una notizia inaspettata per i fan di Robbie Williams, 44. In un post pubblicato su Instagram, la moglie Ayda Fields ha annunciato la nascita della terza figlia, Colette Josephine Williams, nata da madre surrogata. L'arrivo di Coco, come è gia stata soprannominata dalla mamma, è stato un segreto fino alla condivisione della foto in bianco e nero che ritrae la manina della piccola insieme a quelle dei genitori e dei due fratellini, Theodora Rose e Charlton Valentine, nati il 18 settembre 2012 e il 37 ottobre 2014. «Benvenuta al mondo Colette (Coco) Josephine Williams! È stato un lungo percorso, per questo abbiamo mantenuto il segreto. La famiglia può avere forme diverse, e questa piccola signorina, che è biologicamente nostra, è stata partorita da una incredibile madre surrogata, alla quale saremo eternamente grati», spiega la neo mamma sul social network. Il cantante aveva dichiarato tempo fa in un intervista di tenere molto alla privacy dei propri figli: «Non mostriamo mai i volti dei nostri bambini».

Sono molte le star che negli anni sono ricorse alla surrogazione di maternità, da Sarah Jessica Parker a Robert De Niro, l'ultimo è stato Cristiano Ronaldo che ha accolto i gemellini Eva e Matteo nel giugno 2017. Di sicuro comunque, la novizia della famiglia Williams riaprirà il dibattito portato avanti da diversi anni in Italia: utero in affitto, sì o no?

LA LEGGE

Surrogazione di maternità, gestazione per altri, surrogazione gestazionale, gestazione d'appoggio, tanti nomi, una sola pratica: una donna che si offra di portare in grembo il figlio di un'altra coppia, etero o omosessuale. Quello della surrogacy, comunque, non è solo un problema di nomenclatura, ma anche di regolamentazione. Se infatti alcuni in alcuni Paesi è socialmente accettata e legale, in altri (come l'Italia) questa procedura è addirittura illegale. E anche nei Paesi che hanno scelto di legittimarla, le leggi variano in modo significativo.

UN PRIVILEGIO CHE COSTA CARO

La prima cosa da sapere è che la maternità surrogata ha un prezzo, per un bambino si possono spendere fino a 120 mila euro. Ogni fase della procedura ha un prezzo: il costo dell'agenzia e il supplemento per le pratiche, gruppi di supporto e psicologi per la coppia e la madre in affitto, che percepirà anch'essa un rimborso, polizze assicurative e spese mediche e legali. Le coppie italiane che, fatti tutti i conti, scegliessero poi di intraprendere questo percorso potranno, senza troppe difficoltà, trovare online migliaia di agenzie specializzate pronte a stilare un contratto: un vero e proprio mercato nero della maternità a portata di click.

LA MATERNITÀ SURROGATA IN ITALIA

La procreazione medicalmente assistita nel nostro Paese è distinta in fecondazione omologa, l'embrione impiantato è formato dai gameti dei genitori genetici, ed eterologa. Quest'ultima consiste nell'impiantare un embrione che non sia geneticamente connesso né alla coppia committente né alla madre portante ed è espressamente vietata nell’ordinamento giuridico italiano. Come sancito dal legislatore ai sensi dell’articolo 12, co.6 della l. 40/2004 che assoggetta a sanzione penale «chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità».

IL RIENTRO IN ITALIA

Anche nel caso in cui la surrogazione di maternità avvenisse al di fuori dei confini di Stato, si porrebbe il problema del rientro in patria. La legge italiana infatti prevede il riconoscimento automatico solo per i gentori biologici. Nel caso in cui una coppia intenda ottenere la trascrizione di un atto di nascita che gli attribuisca la genitorialità del bambino nato, si potrebbero verificare gli estremi dei reati di alterazione di stato (ex articolo 567 co. 2 c.p.) o di false dichiarazioni al pubblico ufficiale su qualità personali ai sensi dell’articolo 495, co. 2, n. 1 c.p., rischiando fino a 15 anni di carcere. Inoltre, per la Cassazione l’interesse del minore si realizza attribuendo la maternità a colei che lo ha partorito e nel caso in cui ciò non sia possibile dispone l'adottabilità del minore, non garantita ai 'genitori affittuari'.

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