6 Settembre Set 2018 1748 06 settembre 2018

I consigli alla donna in casa: in Trentino (ri)spunta un manifesto sessista

Era appeso negli ambulatori dei medici condotti di Pergine Valsugana, e risale (sembrerebbe) a dieci anni fa. Un elenco di stereotipi di genere.

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Manifesto Sessista Trentino

Poteva essere una storia triste e lunga invece, un po' per fortuna, si è rivelata essere una storia breve e vecchia, ma pur sempre triste. Circola online dal 5 settembre la foto di un manifesto appeso negli ambulatori dei medici condotti di Pergine Valsugana e promosso dalla Provincia Autonoma di Trento, con alcuni consigli rivolti alla «sicurezza della donna in casa». I consigli, scritti con un delicato rosa-su-bianco, non riguardano però la sicurezza della donna come la potremmo intendere noi (attenzione ai partner violenti, informazioni sui centri antiviolenza, informazioni sullo stalking, prevenzione, modalità di denuncia degli abusi, riconoscimento della violenza psicologica e verbale), ma la sicurezza della buona massaia, che, come si evince, non può che essere femmina. Attenta ai coltelli, occhio agli spigoli, chiudi i pensili, detersivi lontani dalla portata dei bambini: un elenco di ovvietà che, oltre a dimostrare aspettative molto basse nei confronti del buonsenso del gentilsesso, dimostra anche una visione molto arcaica della divisione dei compiti domestici. Un manifesto che urla 'stereotipi di genere' ma che, appunto per fortuna, risale a dieci anni fa. Dopo le prime segnalazioni, gli assessori di Pergine hanno infatti fatto sapere di essere all'oscuro dell'origine e della presenza del manifesto, spiegando che risalirebbe alla precedente legislatura.

Lei scrive: "Ciao Eretica, mi permetto di darti del tu visto la confidenza che ormai ho con la tua pagina e il blog da...

Geplaatst door Abbatto i Muri op Donderdag 6 september 2018

COME ERAVAMO

Fa quindi piacere sapere che non si tratta di una nuova creatura, mentre spaventa un po' pensare che dieci anni fa sembrava ancora normale poter stampare un vademecum del genere e avere il coraggio di appenderlo in pubblico. Altra domanda che sorge spontanea: possibile che in dieci anni nessuno, non un paziente degli ambulatori, non uno dei medici che lavorano nell'edificio e che davanti a quel muro ci saranno passati ben più di una volta, abbia pensato di far notare a qualcuno che quell'elenco di consigli sembrava uscito dal Medioevo?

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