6 Settembre Set 2018 1255 06 settembre 2018

Chi è Manal Awad, la prima cristiana governatrice d'Egitto

Un evento epocale per le minoranze religiose e le lotte femministe. Amministra la provincia di Damietta e deve affrontare le resistenze dei Fratelli musulmani, molto attivi nella regione.

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Egypt Manal Awad

Le attiviste e la comunità cristiana gioiscono della vittoria di Manal Awad, la prima donna copta a ricoprire la carica di governatore. Il successo ottenuto nella città di Damietta rappresenta una presa di potere senza precenti per i cristiani d'Egitto.

LA FIGURA

Già sottosegretario del Veterinary Serum and Vaccine Research Institute per il ministero dell'Agricoltura, Awad ha servito anche come vice-governatore a Giza nel 2015 ed è la seconda donna ad ottenere la carica, Nadia Abdul è stata la prima ad assumere l'ufficio a Beheira. Randa Fakhr El Deen, direttore della Ong Union Against Harmful Practices on Women and Children, è convinto che questo evento segni un importante passo avanti per una convivenza pacifica tra i gruppi religiosi. Ad Al-Monitor dice: «Un sogno che diventa realtà per le donne cristiane d'Egitto, un evento che le incoraggerà a seguire le proprie aspirazioni e ad assumere ruoli di potere». Subito dopo il giuramento, Awad ha organizzato una riunione con i responsabili del suo governorato per fissare i prossimi punti. Durante l'incontro ha rimarcato la volontà di soddisfare i bisogni dei cittadini, sviluppare il lavoro in ogni direzione e la necessità di eseguire un controllo sull'operato dell'ufficio precedente.

LA SITUAZIONE NEL PAESE

L'ex-parlamentare Gamal Assad spiega che sotto la guida del presidente Abdel Fattah al-Sisi l'opinione del Paese riguardo i cristiani è cambiata in modo radicale. «Il nuovo governatore cristiano di Dametta ha di fronte a sé una sfida difficile, ci sono ancora seguaci del gruppo dei Fratelli Musulmani lì e sono fortemente decisi ad opporsi a qualsiasi ingerenza cristiana nelle posizioni di potere», ha dichiarato a Al-Monitor. Nel 2011 migliaia di musulmani avevano protestato per l'elezione di un candidato cristiano a Qena, nel Nord della nazione, dimostrando il rifiuto totale di avere figure di diversa religione ai vertici del potere. Dopo essere stati vittime di numerosi attacchi di estremisti islamici, i cristiani d'Egitto, che con circa 9 milioni di persone sono la comunità più grande di tutto il Medio oriente, hanno accusato il governo di persecuzione, negrigenza e segregazione. Recentemente però il presidente al-Sisi ha dato un segnale di cambiamento, visitando la Chiesa cristiana ortodossa diverse volte e promuovendo la ricostruzione delle chiese distrutte sotto l'ex-presidente Mohammed Morsi. Nel 2016, il parlamento ha approvato una legge che alleggerisce le restrizioni edilizie per gli edifici religiosi e dall'aprile 2018 viene legalizzata la costruzione di luoghi di culto senza licenza, rendendo più semplici le pratiche religiose per le comunità non islamiche.

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