6 Settembre Set 2018 1415 06 settembre 2018

Stupro di Parma: la lettera di un pediatra a Federico Pesci

Alessandro Volta ha pubblicato su Facebook un post rivolto a uno dei presunti violentatori della 21enne emiliana: «Temo che qualche giovane fragile e ignorante possa ammirarla e imitarla».

  • ...
Federico Pesci Parma Stupro Pediatra Lettera

«Questa è una follia. Uno come me in galera?», era stata l'assurda reazione di Federico Pesci, noto commerciante di 46 anni, dopo l'arresto per lo stupro a Parma ai danni di una 21enne, che secondo gli investigatori avrebbe riportato «violenza inaudite»: sarebbe stata torturata per cinque ore di seguito. Accusato di violenza sessuale e lesioni pluriaggravate, ha risposto alle domande del magistrato dando la propria versione dei fatti e il 3 settembre, in carcere a Parma (è stato poi trasferito a Modena) ha provato a difendersi affermando che la ragazza fosse «consenziente». Mentre il 6 settembre gli avvocati della difesa hanno chiesto l'incidente probatorio e secondo Parma Today avrebbero anche richiesto una perizia medica. Un personaggio, quello di Pesci, che ha colpito molto per la sua strafottenza e per la convinzione che un uomo come lui - italiano e benestante - non potesse andare in prigione. Il pediatra Alessandro Volta, di Parma, gli ha scritto una lettera tramite Facebook, dove spiega di temere che «qualche giovane fragile e ignorante possa ammirarla e imitarla».

Egr. Federico Pesci, non sono un giudice e quindi non mi permetto di decidere se quella notte lei ha commesso o meno un...

Geplaatst door Alessandro Volta op Woensdag 5 september 2018

Egr. Federico Pesci,

Non sono un giudice e quindi non mi permetto di decidere se quella notte lei ha commesso o meno un reato; però da cittadino e da maschio sono parecchio infastidito nell’apprendere che lei si è particolarmente stupito quando è stato arrestato. Questo suo stupore sta a significare che per lei assumere droghe ed esercitare violenza verso una donna è qualcosa di normale. Il suo stupore ci dice che per lei una ragazza può essere usata come un oggetto, basta pagarla o farle regali o lusingarla. Col suo stupore lei dichiara che un maschio ricco, elegante, con una buona rete sociale abbia diritto di esprimere la sua virilità umiliando una donna.
A me non interessa se questa ragazza era o meno consenziente (interessa senz’altro alla giustizia che dovrà giudicarla), a me interessa che la sua idea di maschio prepotente e di uomo violento resti minoritaria e ai margini della nostra società. Abbiamo impiegato secoli per affrancarci da un idea di maschio guerriero, che da vincitore poteva violentare, stuprare, depredare, umiliare, torturare.
Oggi la maggior parte di noi ritiene che uomini e donne abbiamo pari diritti, che la violenza sia un difetto da reprimere, che non ci sia nulla che possa giustificare l’umiliazione di una donna. Oggi la maggior parte di noi rinnega il passato maschilista, del padre padrone, del celodurismo, del bullo di quartiere. Molti di noi ritengono che dalle donne abbiamo molto da imparare e che la loro empatia e sensibilità debba contagiare e arricchire la nostra virilità.
Lei caro Pesci deve restare una minoranza, un’eccezione sgradevole. Da medico la ritengo fortemente bisognoso di una lunga psicoterapia. Spero che la giustizia faccia la sua parte, non per un banale senso di vendetta, ma per dare un valore pedagogico alla sua vicenda. La mia paura è che qualche giovane fragile e ignorante possa ammirarla e imitarla. E questo davvero non possiamo permettercelo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso