4 Settembre Set 2018 1743 04 settembre 2018 Aggiornato il 05 settembre 2018

La Casa della Donna di Pisa contro Andrea Buscemi a Bruxelles

Le femministe non si fermano: una delegazione ha partecipato a un'audizione al Parlamento europeo per presentare il «caso» dell'assessore alla Cultura con alle spalle una denuncia per stalking.

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Andrea Buscemi Casa Donna Bruxelles

Un uomo con condotte persecutorie non può rappresentare le istituzioni. Così la protesta dell'associazione Casa della donna contro la nomina di Andrea Buscemi ad assessore alla Cultura non si ferma, anzi: approda anche in Europa, precisamente a Bruxelles. Il 4 settembre, mentre a Pisa in occasione del consiglio comunale a si è svolta una manifestazione cittadina sotto il palazzo Gambacorti, nella Capitale belga una delegazione dell'associazione ha partecipato a un'audizione presso la Commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere del Parlamento europeo. Nell'audizione, ottenuta grazie alla europarlamentare Eleonora Fiorenza, la Casa della donna ha presentato il 'caso Buscemi' (nel 2009 è stato denunciato per stalking dall’ex compagna) e chiesto un intervento della Commissione anche in virtù di quanto previsto dalla cosiddetta Convenzione di Istanbul. «Siamo grate all'europarlamentare Fiorenza per averci aiutate ad ottenere un'audizione presso la Commissione per i diritti delle donne», ha dichiarato la presidente della Casa della donna Carla Pochini. «Quanto successo a Pisa con la nomina di Andrea Buscemi ad assessore è così grave che abbiamo pensato fosse importante coinvolgere anche le istituzioni europee». Svegliamoci! Liberiamo Pisa dalla violenza, è lo slogan della manifestazione contro l'amministrazione comunale che la Casa della donna definisce «sessista e violenta».

Due giorni intensissimi a Bruxelles riassunti in pochi minuti. Grazie alle compagne, stay feminist! Casa Internazionale delle Donne Casa delle Donne Viareggio Lucha y Siesta

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LE VOCI DELLE CASE DELLE DONNE DI ROMA

Sul suo profilo Facebook, l'europarlamentare femminista Eleonora Forenza ha postato un video in cui riassume il lavoro fatto a Bruxelles negli ultimi due giorni, che non riguarda solo il caso di Pisa: «La Commissione Femm del Parlamento Europeo ha udito tre importanti realtà del femminismo italiano: la Casa internazionale delle Donne, la Casa Lucha y Siesta e il Centro Donna L.I.S.A della Rete D.I.R.E dei centri antiviolenza. Abbiamo portato la voce di questi luoghi che sono sotto attacco da parte del governo italiano e di enti locali come il Comune di Roma». Le femministe hanno chiesto al Parlamento europeo di riconoscere l'autorevolezza e l'autonomia di questi centri, luoghi di politica femminile e femminista, nonché di sorellanza e accoglienza». La Commissione Femm, ha spiegato Forenza, «ha dato seguito a questa audizione già calendarizzando una delegazione che si recherà presso questi centri a Roma nel mese di dicembre proponendo di continuare la discussione fino ad arrivare eventualmente a una risoluzione che sostenga questi luoghi di politica femminile e femminista in tutta Europa. Il governo italiano e il Comune di Roma stanno dando vita a un attacco ai luoghi delle donne e praticando una politica di chiusura». Anche Maria Brighi della Casa delle Donne di Roma, storico simbolo del femminismo italiano - sotto sfratto da qualche mese - ha parlato di attacco delle istituzioni e del governo. Simona Ammerata, della Casa Lucha y Siesta di Roma, ha chiesto che il Parlamento europeo riconosca il valore politico e sociale di questi luoghi femministi. Anche Daniela Volpe, di Centro Donna L.I.S.A e Associazione D.I.R.E, ha parlato della mancanza dei rinnovi di contratto dei Centri e degli sfratti annunciati, e delle amministrazioni locali che continuano con la svalorizzazione.

APPELLO ALL'ARTICOLO 5 DELLA CONVENZIONE DI ISTANBUL

Le femministe della Casa della Donna hanno spiegato agli europarlamentari della Commissione la vicenda processuale che ha coinvolto Buscemi, depositando un dettagliato dossier che contiene sia la sentenza di assoluzione di primo grado, che la sentenza di appello che ha prosciolto Buscemi per intervenuta prescrizione, pur riconoscendo in alcune sue condotte gli atti persecutori contestati. Infine, le donne si sono appellate all'articolo 5 della Convenzione di Istanbul che, hanno spiegato in piazza sotto il municipio, «impegna le istituzioni e le persone che le rappresentano a mettere in atto azioni concrete per contrastare il sempre più diffuso fenomeno della violenza sulle donne e non si capisce come possa farlo un assessore come Buscemi che di questi comportamenti è stato responsabile ma complice a questo punto è anche il sindaco di Pisa, Michele Conti, che ha fatto di tutto per ignorare la vicenda».

#Buscemidimettiti #Svegliamoci

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