3 Settembre Set 2018 1903 03 settembre 2018

Sono stati scarcerati i tre ragazzi accusati di violenza sessuale a Como

Il racconto delle due 17enni che hanno denunciato di essere state violentate a Menaggio non sarebbe convergente: lo ha deciso il gip.

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Violenza Sessuale Como

Il racconto delle ragazze che hanno denunciato di essere state violentate a Menaggio non è convergente, mentre la ricostruzione fornita dagli indagati oltre che convergente è plausibile. Avevano con fatica messo a verbale quei momenti terribili le due ragazze di 17 anni che, a inizio a agosto, mentre erano in vacanza sul lago di Como, avrebbero subito una violenza sessuale da un gruppo di quattro ventenni, tutti incensurati e lavoratori stagionali, nella zona della spiaggia di Menaggio, dopo aver trascorso alcune ore in un locale. Ma i fermi dei tre ragazzi arrestati nei giorni scorsi sono stati convalidati: i tre sono stati scarcerati, anche se restano indagati per violenza sessuale di gruppo. A deciderlo è stato il gip del tribunale di Como Carlo Cecchetti.

IL RACCONTO DELLE RAGAZZE

Le due turiste avevano denunciato ai carabinieri di essere state «agganciate» dai quattro giovani nella notte tra l'8 e il 9 agosto, e di essere state portate invece che nel loro alloggio, nella spiaggia del lido di Menaggio, in quel momento deserta. Una delle due ha denunciato di essere stata violentata dall'italiano e dall'albanese, l'altra di avere subito molestie da parte del moldavo. Marginale sarebbe invece il ruolo del quarto indagato, un ragazzo etiope che avrebbe soltanto guidato l'auto. Gli indagati hanno sempre negato ogni addebito, sostenendo che gli unici atti sessuali non consenzienti sarebbero stati compiuti dal giovane moldavo, sparito dall'Italia pochi giorni più tardi. Ma la violenza sui corpi delle ragazze è stata accertata dai medici di un ospedale di Varese.

LE DICHIARAZIONI RITENUTE «NON CONVERGENTI»

Il giudice delle indagini preliminari però non ha ravvisato a carico degli indagati la sussistenza di gravi elementi di responsabilità né il pericolo di fuga, per cui ha disposto la scarcerazione del barman di 22 anni di Chiesa Valmalenco (Sondrio), dell'albanese di 19 anni e dell'etiope di 22. Il provvedimento del Giudice per le indagini preliminari ha evidenziato che l'unica fonte di prova a carico degli indagati è costituita dalle dichiarazioni delle persone offese - due ragazze di 17 anni in vacanza sul lago di Como - e che le loro dichiarazioni non sono tra loro convergenti. Allo stesso tempo ha evidenziato che gli indagati, in sede di interrogatorio, hanno invece compiutamente ricostruito i fatti con versioni complessivamente convergenti e, astrattamente, plausibili.

LA PROCURA ANNUNCIA APPROFONDIMENTI

Dopo la scarcerazione dei tre ragazzi il procuratore della Repubblica di Como Nicola Piacente ha fatto sapere tramite una nota che non mancheranno ulteriori approfondimenti: «Questo Ufficio si riserva di effettuare ulteriori approfondimenti investigativi, evitando allo stesso tempo di fornire ulteriori particolari inerenti un episodio che si ritiene abbia certamente colpito persone accusate e vittime e la relativa indagine, pienamente rispettando la decisione assunta dal Giudice per le indagini preliminari (comunque non equiparabile ad una pronuncia di assoluzione, attesa la fase interlocutoria in cui è intervenuta)».

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