30 Agosto Ago 2018 1335 30 agosto 2018

Incubo a Verona: segregata per due settimane in un cassone

Una donna polacca è stata rinchiusa in un contenitore per le mele sotto il sole cocente. Ricoverata sotto choc. Arrestato il suo datore di lavoro, un bolzanino 53enne. 

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Verona Sommacampagna Segregata

Un vero e proprio incubo. Una donna è rimasta segregata per due settimane in un cassone per contenere le mele sopra il quale erano stati appoggiati altri contenitori in plastica. È accaduto a Sommacampagna in provincia di Verona. Un imprenditore agricolo bolzanino di 53 anni è stato arrestato con le accuse di sequestro di persona e tortura.

DUE SETTIMANE RINCHIUSA SOTTO IL SOLE

La vittima, una 44enne polacca, avrebbe avuto una relazione con il suo presunto aguzzino ed era arrivata nel Veronese da Varsavia, dove vive con la famiglia, per lavorare nei campi dell'uomo. Secondo quanto riportato dai quotidiani locali, il 14 agosto i due avrebbero avuto una discussione poi degenerata. A quel punto l'uomo l'avrebbe rinchiusa nel cassone lasciandola sotto il sole cocente in condizioni estreme e portandole da bere e da mangiare per due settimane. Ogni giorno la vittima poteva contare esclusivamente su una mela e una bottiglietta d'acqua.

LA VITTIMA È STATA RICOVERATA SOTTO CHOC

Fino alla mattina di martedì 29 agosto quando alcuni operai hanno sentito delle grida provenire dai campi che costeggiano l'autostrada A4 Milano Venezia e hanno contattato le forze dell'ordine. Gli agenti della polizia stradale di Verona Sud e i carabinieri della compagnia di Villafranca hanno seguito quel lamento, fino alla sconcertante scoperta. Proprio mentre gli agenti e i militari la liberavano dalla cella improvvisata nei campi, si sono visti arrivare sul trattore il 53enne di Bolzano. La donna era visibilmente debilitata ed è stata ricoverata in stato di choc all'ospedale di Villafranca mentre il 53enne è stato arrestato e ora si trova nel carcere veronese di Montorio.

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