27 Agosto Ago 2018 1602 27 agosto 2018

Agitu, l'allevatrice etiope minacciata perché nera

In Italia dal 2010, è diventata popolare creando un'azienda agricola in Trentino dopo essere sfuggita alla repressione del suo Paese. Ma ora la sua vita è un incubo. Tra insulti, danneggiamenti e aggressioni.

  • ...
Agitu Allevatrice Etiope Trentino Aggressioni

La storia di Agitu Ideo Gudeta aveva fatto capolino sulle pagine dei giornali come esempio di riscatto e integrazione. Lei, cittadina etiope costretta a fuggire dalla repressione in atto nel suo Paese, era riuscita a reinventarsi una nuova vita tra le valli del Trentino, come allevatrice e titolare dell’azienda agricola 'La capra felice' di Frassilongo.

MINACCE, INSULTI E AGGRESSIONI FISICHE

Da un anno a questa parte, tuttavia, la sua vita si è trasformata in un inferno. Minacce, insulti e persino due aggressioni fisiche. «Sporca negra, te ne devi andare», si è sentita gridare la rifugiata etiope da un uomo che abita a pochi passi dalla sua azienda in val dei Mocheni. Da mesi la prendeva di mira, ma in due occasioni è passato alle vie di fatto.

PRESO DI MIRA ANCHE L'AUTANTE MALIANO

Lo scorso 18 agosto è entrato nella stalla dove la donna stava mungendo e l’ha afferrata, minacciando di ucciderla. In un'altra occasione l’ha aggredita mentre era al pascolo e ha gridato di volerla ammazzare con un bastone. L’uomo ha indirizzato insulti anche al richiedente asilo maliano che aiuta la donna nell’azienda casearia. Agitu ha inizialmente provato a ignorare le minacce e gli insulti, ma poi si è rivolta alle autorità.

LA DENUNCIA E LA DIFESA DEGLI ABITANTI

«“Prima gli italiani” ripetono alcuni politici, e questi sono gli effetti», ha commentato all'Adige Agitu, che ha denunciato più volte la situazione, senza che l'uomo venisse fermato. «I carabinieri stanno facendo il possibile, ma purtroppo pare che in queste situazioni intervenire sia molto difficile», ha aggiunto chiarendo che l’aggressore «non è un mocheno. Con le persone di questa valle ho un rapporto splendido: hanno fatto il possibile per farmi rimanere qua». Le violenze sono state ininterrote, tra gomme della macchina bucate nella notte e danni ai macchinari: «Ho trovato una delle mie capre morta, con una mammella asportata da un’arma da taglio».

L'ARRIVO IN ITALIA PER SFUGGIRE ALLA REPRESSIONE

Agitu, 40enne laureata in Sociologia – vive in Italia dal 2010. Si è stabilita a Trento per sfuggire alle persecuzioni in Etiopia, a causa del suo impegno contro le speculazioni dei latifondisti che costringono i piccoli agricoltori e allevatori ad abbandonare i loro campi. In Italia ha deciso di recuperare le razze di capre autoctone del Trentino e fondare un’azienda casearia per la produzione di formaggi biologici. Nel suo allevamento Agitu Idea Gudeta ha 160 capre.«Vivo in Italia da molti anni e non ho mai avuto timore, non mi sono mai sentita discriminata per il colore della pelle, è la prima volta che mi capita di avere paura e di ricevere questo tipo di insulti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso