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24 Agosto Ago 2018 1139 24 agosto 2018

Non Una Di Meno: «Il caso Bennet usato come antidoto a quello di Weinstein»

L'associazione femminista ha difeso l'importanza di #MeToo e si è scagliata contro il linciaggio di Asia Argento: «L'obiettivo è delegittimare e neutralizzare la solidarietà tra donne».

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«In un presunto gioco degli specchi il caso Bennet-Argento si utilizza come antidoto al #MeToo e su social e giornali si scatena un nuovo violento linciaggio. L'obiettivo è delegittimare e neutralizzare la solidarietà tra donne» . A scriverlo in un tweet è l'associazione femminista Non Una Di Meno, che per la prima volta ha parlato della vicenda, approfondendo l'argomento in un lungo post su Facebook. «Ciò che appare chiaro però dalla veemenza degli attacchi, troppo spesso scomposti, è che - viene scritto - il caso Bennet si sta utilizzando come antidoto al caso Weinstein, e soprattutto per provare a disennescare la potenza del #MeToo». Secondo Non una di Meno attraverso «la figura di Asia Argento e la sua credibilità, il processo mediatico si rivolge infatti alla legittimità del #MeToo, a quell'onda che ha immediatamente debordato dai confini di Hollywood e si è riversata in ogni ambito producendo milioni di testimonianze e dando vita alla più grande visibilizzazione della violenza sessuale a cui donne e soggetti femminilizzati sono quotidianamente sottoposti nella condizione di precarietà, ricatto e abuso di potere diffusi».

LA POTENZA DEL MOVIMENTO FEMMINISTA NON SI PUÒ FERMARE Il caso Bennet-Argento riporta di nuovo l'attenzione sul tema...

Geplaatst door Non Una Di Meno - Roma op Donderdag 23 augustus 2018

QUANDO SIAMO SCESE IN PIAZZA INSIEME

L'associazione ricorda la manifestazione dell'8 marzo 2018 quando «abbiamo dato vita assieme a milioni di persone in tutto il mondo, allo sciopero internazionale delle donne. Sulla scia del #Metoo, declinato in Italia anche con l'hashtag #quellavoltache, abbiamo incrociato le braccia e siamo scese in piazza con la parola d'ordine #WeTooGether per rispondere a questa potente attivazione con la forza della solidarietà, della sorellanza e del riconoscimento. Per rompere la solitudine e la vergogna. La piazza dell'8 Marzo ha voluto praticare concretamente quel 'sorella io ti credo' mutuato dalle piazze spagnole (Yo te creo hermana) e, così facendo, si è fatta attraversare da una marea di corpi e desideri. Per questo quel giorno Asia Argento era in piazza con Non Una Di Meno, e con lei Rose McGowan, Miriana Trevisan, le lavoratrici delle catene di ristorazione e commerciali, le precarie e le studentesse, le operatrici e le utenti dei centri anti-violenza, le migranti, le soggettività lgbtqi, ragazze e ragazzi che nutrono la potenza collettiva della marea, della trasformazione politica, sociale e culturale dell'esistente».

TORNARE INDIETRO NON È PIÙ POSSIBILE

Ma Non una di Meno sostiene che «i movimenti femministi non hanno bisogno di leader per essere dirompenti, sono le donne e la società tutta ad avere bisogno di femminismo, ogni giorno, lontano dalla visibilità mediatica ma anche sotto i riflettori e nelle piazze, inventando nuovi linguaggi e nuove pratiche di lotta e di libertà. Per questo siamo in marcia e continuiamo ad interrogarci sulle forme di oppressione che viviamo e che riproduciamo, provando a riconoscerne i meccanismi di potere e complicità e a superarne i confini. Per questo tornare indietro non è più possibile!».

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