24 Agosto Ago 2018 1800 24 agosto 2018

A che punto sono le indagini sul femminicidio di Manuela Bailo

Il suo assassino, Fabrizio Pasini, continua a sostenere dal carcere che sia caduta dalla scale dopo una spinta. Ma l'autopsia ha chiarito che è stata accoltellata alla gola.

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A quattro giorni dal ritrovamento del suo corpo di Manuela Bailo - la 35enne bresciana che era scomparsa nel nulla il 28 luglio - il gip del tribunale di Brescia ha convalidato il fermo di Fabrizio Pasini e disposto la custodia cautelare in carcere per l'uomo che ha confessato il delitto dell'amante. «La morte di Manuela è avvenuta attraverso un'arma da taglio che ha comportato la recisione della carotide», ha spiegato il procuratore capo di Brescia, mentre «la ferita alla testa non è stata determinante per la morte». Quanto al suo assassino, ora accusato di omicidio volontario, il procuratore ha affermato che «Fabrizio Pasini ha avuto una lucidità mentale in netta contrapposizione con l'ipotesi dell'incidente. L'uomo si è preso tutto il tempo per impacchettare il corpo della ragazza e trasportarla nel Cremonese dove già aveva individuato il luogo dove occultare il cadavere». Secondo la ricostruzione degli inquirenti Pasini l'avrebbe uccisa con un colpo alla gola utilizzando un'arma bianca, che però non si trova. Lo dimostrerebbe un segno presente sulla carotide della giovane e la tesi degli inquirenti è avvalorata dalla grande presenza di sangue trovata nella lavanderia dell'appartamento di Ospitaletto dove Manuela è stata uccisa. Il 24 agosto la Procura di Brescia ha disposto il nullaosta della salma: i funerali di Manuela saranno celebrati lunedì pomeriggio a Nave, paese dove Manuela e la sua famiglia vivono.

«L'HO SPINTA, MA NON VOLEVO UCCIDERLA»

Intanto Pasini, che ha confessato l'omicidio il 20 agosto, tornato dopo due settimane di ferie con moglie e figli in Sardegna, continua a ripetere dal carcere che non era sua intenzione ucciderla: «L'ho spinta ed è caduta dalle scale». L'omicidio è avvenuto nell'appartamento della madre di Pasini a Ospitaletto, nel Bresciano, attorno alle cinque del mattino del 29 luglio e il cadavere è stato trasportato lontano dalla casa teatro della tragedia solo 24 ore più tardi. Pasini, sindacalista della Uil - da cui è stato espulso dopo l'omicidio - e Manuela avevano trascorso la serata a casa e poi fino alle quattro del mattino in pronto soccorso, perché lui si era procurato una contusione alle costole cadendo in casa. «Dopo l'ospedale non l'ho riportata alla sua auto ma siamo tornati a casa perché Manuela aveva dimenticato gli occhiali», ha spiegato l'uomo che ha confermato anche il motivo del litigio. «Abbiamo litigato per un tatuaggio», ha detto raccontando che lei si sarebbe arrabbiata scoprendo che lui aveva fatto un tatuaggio che avrebbero invece dovuto fare insieme.

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