23 Agosto Ago 2018 1635 23 agosto 2018

La prima donna saudita che rischia la pena di morte per attivismo politico

Israa al-Ghomgham, 29 anni, potrebbe essere uccisa per aver organizzato una protesta antigovernativa nel 2015. Si tratterebbe di un «pericoloso precedente».

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Le donne in Arabia Saudita hanno finalmente ottenuto il diritto di guidare, ma rischiano ancora di essere condannate alla pena capitale per una protesta contro il regime. L'organizzazione per la difesa dei diritti umani 'European Saudi Organisation for Human Rights' (Esohr) ha infatti fatto ricorso contro la richiesta di un pubblico ministero saudita di condannare a morte l'attivista 29enne Israa al-Ghomgham per avere organizzato nel 2015 le proteste antigovernative nella provincia di Qatif sulla scia della Primavera Araba.

SI RISCHIA UN PRECEDENTE

E, secondo quanto scritto dall'Independent, se la richiesta del pubblico ministero fosse accolta e poi ratificata da re Salman, al-Ghomgham diventerebbe la prima donna ad essere giustiziata nel regno per attivismo politico. Il verdetto sarà reso noto il 28 ottobre, dopodiché la decisione finale spetterà a re Salman che dovrà ratificare o meno la sentenza. Certo è che la decisione del pubblico ministero costituisce un «pericoloso precedente» per le donne attiviste in Arabia Saudita, ha commentato il direttore di Esohr, Ali Adubisi, che chiede il rilascio immediato della donna. Il caso delle attiviste saudite ha già provocato la rottura dei rapporti diplomatici tra l'Arabia Saudita e il Canada dopo le critiche di Ottawa al regno e le misure prese da Riad contro il Paese.

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