22 Agosto Ago 2018 1820 22 agosto 2018

Il patteggiamento di Micheal Cohen inguaia Donald Trump

L'ex avvocato personale del presidente Usa ha ammesso di aver violato la legge pagando due donne durante le presidenziali del 2016 perché tacessero sulle relazioni che avevano avuto con il suo cliente. Cosa succede ora?

  • ...
Cohen Avvocato Trump Donne Pornostar

Il 21 agosto 2018 l’ex fedelissimo avvocato personale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Michael Cohen, si è consegnato all’Fbi e ha ammesso di aver violato la legge sul finanziamento della campagna elettorale pagando, durante le presidenziali del 2016, la pornostar Stormy Daniels e l’ex coniglietta di Playboy Karen McDougal «in collaborazione e su indicazione del candidato» per cui lavorava, cioè lo stesso Trump, affinché tacessero sulla loro relazione con il suo cliente. Anche se non lo nomina direttamente, è chiaro che si tratta dell'attuale presidente degli Stati Uniti. Cohen ha raggiunto un accordo di ammissione di colpevolezza su diversi capi di imputazione, dalle frodi bancarie e fiscali alle violazioni delle regole per i finanziamenti elettorali. Rischia fino a cinque anni di carcere: la sentenza arriverà il 12 dicembre. È libero su cauzione, fissata dal giudice in 500 mila dollari. Questa svolta giudiziaria è arrivata lo stesso giorno della condanna di un altro ex collaboratore di Trump, Paul Manafort, per otto capi di accusa.

LE REGISTRAZIONI DELL'AVVOCATO

Ovviamente, il presidente Usa ha negato, e continua a negare. Ma il suo ex avvocato, due mesi prima delle elezioni presidenziali del 2016, aveva registrato segretamente la sua coversazione con Donald Trump. Nell'audio, sequestrato dagli inquirenti nel corso della perquisizione degli uffici di Cohen, i due discutono della necessità di pagare l’ex modella di Playboy Karen McDougal per farla tacere sulla sua presunta relazione con Trump. L'attuale avvocato di Trump Rudolph Giuliani sostiene che «Niente in quella registrazione suggerisce che lui fosse al corrente di questo in precedenza». Ma ora, con le ammissioni di Cohen nero su bianco, potrebbero emergere nuovi dettagli.

PERCHÉ È UN PROCESSO IMPORTANTE, SECONDO IL NYT

Il New York Times titola «Tutti i furfanti del presidente» un editoriale all'indomani degli sviluppi giudiziari su Paul Manafort, l'ex capo della campagna elettorale di Trump, e Michael Cohen il suo ex avvocato personale che, sottolinea, «ora lo accusa, sotto giuramento, di aver commesso un reato». E attacca: «Fin dall'inizio del Russiagate, il presidente Trump ha lavorato per screditare il lavoro e l'integrità del procuratore speciale Robert Mueller, apprezzando uomini che sono spudorati imbroglioni, truffatori, ladri e criminali, insistendo che personalmente non ha fatto nulla e ricordandoci che lui ingaggia solo le persone migliori». «Solo un totale fantasista potrebbe continuare ad affermare che questa indagine sulla sovversione straniera di una elezione americana, che ha già portato a dozzine di altre incriminazioni e diverse dichiarazioni di colpevolezza, è una «bufala», una «truffa» o «una caccia alle streghe truccata». «Per una caccia alle streghe, l'indagine di Mueller ha già catturato un rilevante numero di streghe. Solo le migliori, si potrebbe dire», conclude l'editoriale.

COSA SUCCEDE ORA

Gli osservatori e gli analisti sono concordi nel pensare che il caso Cohen sia preoccupante, visto che implica direttamente il presidente degli Stati Uniti nell’aver commesso un reato federale (una frase che poche volte è stata pronunciata nella storia degli Stati Uniti). Di norma, se in tribunale qualcuno si dichiara colpevole e afferma sotto giuramento di aver violato la legge «in collaborazione e su indicazione» di un’altra persona, quella persona viene rapidamente incriminata. In questo caso, però, quella persona è il presidente degli Stati Uniti. I procuratori potrebbero proseguire le loro indagini e poi rimandare l’incriminazione a quando Donald Trump avrà lasciato la Casa Bianca, oppure inviare gli atti alla Camera dei Deputati perché decida se avviare o no la procedura di impeachment (questo è a oggi anche l’esito più più probabile delle indagini di Mueller sul caso Russia). L’impeachment è infatti una procedura politica, non giudiziaria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso