16 Agosto Ago 2018 1818 16 agosto 2018

Madre e figlia mano nella mano sotto le macerie del ponte Morandi a Genova

Sono rimaste unite fino a quando i vigili del fuoco e la polizia non sono riusciti a liberarle. Entrambe sono ricoverate in ospedale e fuori pericolo: la storia a lieto fine di Marina Guagliata e sua figlia Camilla.

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Crollo Ponte Genova Sopravvissuti

Sono passate più di 48 ore dal disatro del ponte Morandi a Genova, ma non si smette di scavare sotto le macerie e il bilancio delle vittime è ancora provvisorio: al momento sono 38 i morti accertati nel crollo, i feriti sono 15 di cui nove in codice rosso. E mentre si continuano a cercare i dispersi, emergono le storie dei sopravvissuti. Come quella toccante di una madre e una figlia.

MARINA E CAMILLA, INSIEME SOTTO LE MACERIE

Marina Guagliata ha tenuto per mano sua figlia Camilla sotto le macerie, fino a quando i vigili del fuoco e la polizia non sono riusciti a liberarle. «Non so quanto tempo sia passato là sotto, forse minuti o forse ore, ricordo a malapena la grande paura e il pensiero che mia figlia era vicino a me, potevo toccarle la mano, ma non la vedevo perché era completamente sepolta dalle macerie»., racconta la madre, una delle sopravvissute al disastro.
Al momento del disastro mamma e figlia si trovavano all'interno dell'isola ecologica di Amiu, lungo il Polcevera. «Siamo appassionate di antiquariato», ha raccontato la donna, 58 anni, che si trova ricoverata all'ospedale villa Scassi insieme alla figlia, 24 anni, rimasta sepolta completamente dai resti del viadotto. «Camilla è in condizioni più gravi» - ha spiegato - ha riportato la rottura del bacino, ma oggi finalmente siamo certi che se la caverà». «Sentivo che era là sotto, ma vicina a me - racconta Marina Guagliata - ho iniziato a toglierle le pietre dalla faccia e dalla bocca, poi ho perso conoscenza». La 58enne, sposata e madre di un altro giovane, vive a Serra Riccò ed è titolare di un'azienda molto nota in città: la luminarie Guagliata si occupa del montaggio delle luci natalizie e quest'anno ha allestito gli ombrellini colorati nelle vie del centro. «È stato un attimo ed è crollato tutto, ma io non ricordo quasi nulla - dice Marina - è Camilla che mi ha raccontato che mi sono messa a urlare, forse solo oggi, dopo due giorni, inizio a realizzare cosa sia accaduto».

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