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#MeToo

9 Agosto Ago 2018 2006 09 agosto 2018

Lindsay Lohan contro il #MeToo

L'attrice al Times dice la sua sul movimento contro le molestie: «L'episodio di violenza rischia di finire in secondo piano». Era stata contraria anche alle critiche a Weinstein.

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Lindsay Lohan Contro Me Too

In una lunga intervista rilasciata a The Times, l'attrice Lindsay Lohan, classe 1986, attacca le star di Hollywood che hanno deciso di raccontare alcuni episodi di violenza soltanto molti anni dopo averli subiti, sotto la spinta del movimento #MeToo. «Non posso parlare di qualcosa che non ho vissuto», spiega colei che già a 12 anni ha recitato da protagonista in Genitori in trappola. «La cosa migliore da fare quando subisci un abuso è andare dalla polizia e denunciare subito. Secondo me parlarne così com’è stato fatto fa sembrare deboli delle donne che in realtà sono molto forti. Il rischio è che l’attenzione si sposti dall’episodio di violenza che invece deve restare centrale».

LOHAN AVEVA PERSINO DIFESO WEINSTEIN

«Io sono sempre in prima linea per supportare le donne, so che ognuna vive le proprie esperienze a modo suo. Ma non sopporto chi cerca attenzioni», aggiunge LiLo. Sullo scandalo che ha travolto il produttore hollywoodiano Harvey Weinstein, aveva persino scritto un post su Instagram poi cancellato, dove chiedeva di smetterla di accusarlo. Opinione da alcuni condivisa, certo è che il movimento #MeToo ha dato a molte donne la forza di uscire allo scoperto, magari dopo anni trascorsi con la paura di denunciare. Perché non tutte le donne sono uguali: Lindsay, appunto, ha addirittura fatto una specie di rissa con l’ex fidanzato Egor Tarabasov nel 2016 sulle spiagge di Mykonos e ha poi reagito in maniera diversa. «Ho rilevato la spiaggia e ne ho fatto un’azienda». Oggi infatti è co-proprietaria della Lohan Beach House, con una serie di cabine per turisti in affitto a 1000 euro al giorno.

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