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7 Agosto Ago 2018 0830 07 agosto 2018

Le cose da sapere sulla battaglia per l'aborto in Argentina

L'8 agosto il Senato del Paese sudamericano vota la legge che depenalizza l'interruzione di gravidanza. Si rischia una bocciatura, ma le femministe chiamano alla mobilitazione internazionale.

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L'8 agosto potrebbe diventare una data importante per la storia dell'Argentina. In Senato è previsto infatti il voto sulla legge che depenalizza l'interruzione volontaria di gravidanza. Da mesi il Paese è lacerato da una dura contrapposizione tra i favorevoli alla legalizzazione (caratterizzati da fazzoletti verdi) e contrari (fazzoletti azzurri). Una lotta che ha colpito anche Quino, il papà di Mafalda. Il progetto è stato approvato alla Camera, ma al Senato il suo passaggio si prospetta difficile, ed al momento sembra che potrebbe essere respinto.

IL PESO DELLA CHIESA E LA SFILATA DELLE ANCELLE

Come era prevedibile, la Chiesa argentina ha mobilitato tutte le sue forze per impedire l'approvazione della legge, ma in strada sono scesi anche settori sociali favorevoli a sostenere un regolamento che sconfigga la piaga degli aborti clandestini. La creatività è stata protagonista delle manifestazioni pro e contro, e giorni fa davanti alla sede del Parlamento, un gruppo di ragazze sono scese silenziosamente in piazza a favore della legge indossando i costumi della serie televisiva Il racconto dell'ancella (The Handmaid's Tale), ispirata al romanzo di Margaret Atwood. Le donne indossavano cuffie bianche e mantelli rossi, la stessa divisa che caratterizza le ancelle nel racconto della scrittrice canadese.

IL RUOLO DELLE FEMMINISTE ARGENTINE

La possibilità di arrivare a una legge sull'aborto, come avvenuto di recente anche in Irlanda, è stato salutato come uno dei successi dei nuovi movimenti femministi che hanno acquisito sempre più forza in tutta l'Argentina. Il percorso è iniziato nel 2015 con l'iniziativa social Ni Una Menos che nel corso degli ultimi tre anni si è ingrandita facendo da collettivo per altre forze femministe. Allo stesso tempo le donne hanno lanciato una serie di assemblee locali portando il movimento nei sindacati. La svolta globale è arrivata nel 2017 con il primo sciopero internazionale delle donne, dell’8 marzo. Poi le manifestazioni sono cresciute in tutta l'Argentina man mano che la legge ha proseguito il suo percorso in parlamento.

LE MANIFESTAZIONI IN VISTA DEL VOTO

Proprio per accompagnare il voto le femministe argentine hanno lanciato una mobilitazione internazionale per l'8 agosto. Chiedendo in particolare di sfilare davanti alle ambasciate argentine, nelle strade e nelle piazze di tutto il mondo per esigere l'approvazione della legge. Un'onda verde che dovrebbe coinvolgere anche l'Italia. A Roma le femministe si sono date appuntamento davanti all'ambasciata per le 19, mentre a Milano è stato indetto un presidio davanti al Consolato Argentino alle ore 17,30.

En todo el mundo #SeráLey

Geplaatst door Celeste Mac Dougall op Vrijdag 20 juli 2018

MORTA PER UN ABORTO CLANDESTINO

A ridosso della discussione parlamentare è arrivata la notizia della morte di una ragazza a Santiago del Estero, nel nord del Paese. I media hanno raccontato che una ragazza di 22 anni, madre di due figli, è morta il 5 agosto per le conseguenze di un aborto clandestino. I medici che l'hanno accolta nell'ospedale hanno confermato che la giovane, Liliana Herrera, giunta in condizioni disperate, è deceduta per le conseguenze di una grave infezione nonostante il tentativo di salvarla con un delicato intervento chirurgico.

COSA PREVEDE LA LEGGE

Il primo passo per una legge organica è arrivato a metà di giugno, quando la Camera dei Deputati argentina ha approvato la depenalizzazione dell'interruzione di gravidanza con 129 sì e 125 no, una sola astensione e un assente. Il provvedimento permette l'aborto fino alla 14/a settimana di gestazione per ogni donna che la richieda, mentre dopo questo termine verrà concessa solo in caso di rischio per la vita della madre o del feto, oppure nel caso di una gravidanza dovuta a uno stupro.

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