2 Agosto Ago 2018 1710 02 agosto 2018

Il Parlamento francese ha approvato una legge contro le molestie sessuali

Fortemente voluto dal ministro per le Pari Opportunità Marlène Schiappa, il provvedimento prevede multe fino a 750 euro. Il cat calling è un reato, non un complimento. 

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Ha fatto il giro di social e siti di informazione il video di una ragazza di Parigi, Marie Laguerre, che viene violentemente schiaffeggiata in strada da uno sconosciuto. L'uomo, poco prima, le aveva rivolto apprezzamenti sessuali non richiesti, e quindi, per molte donne, inopportuni e sgraditi, per strada. Alla reazione di Marie, che gli aveva intimato di chiudere la bocca, il tentativo di «farla tornare al proprio posto», come ama dire qualcuno, con un ceffone. A questo filmato, che fa capire come il cat calling sia letteralmente il preliminare della violenza fisica, il Parlamento francese ha risposto nel migliore dei modi, approvando il 2 agosto un progetto di legge sulle molestie per strada che dovrebbe entrare in vigore in autunno. A volerlo fortemente il Ministro per le Pari Opportunità, Marlène Schiappa, che a 35 anni ha traghettato questo provvedimento dalla campagna elettorale di En Marche!, il movimento fondato da Macron, fino alla sua approvazione in Parlamento. Un bisogno che era stato percepito durante la formulazione del programma di governo e che poi vi ha trovato concreto spazio. Come ha spiegato la stessa Schiappa in un'intervista al Corriere della Sera: «In Francia 8 giovani donne su 10 hanno paura di uscire sole la sera perché sanno che saranno importunate. È gravissimo ed è questa la libertà delle donne che voglio preservare». Cosa prevede, nel dettaglio, questa legge? Multe che vanno dai 90 fino a 750 euro (3 mila per i recidivi) e possibili programmi di riabilitazione civica obbligatoria. Soprattutto, però, prevede che lo street harrasment sia considerato un reato e non più, come sostengono molti, un complimento, qualcosa che dovrebbe lusingare la donna.

QUANDO ESISTE UN MINISTRO PER LE PARI OPPORTUNITÀ

Come dicevamo, a questa legge Schiappa lavorava da diverso tempo. Quando il caso Weinstein era un argomento fresco di cronaca, dalla Francia sono iniziati ad arrivare segnali di cambiamento concreto nel modo in cui ci approccia alle molestie sessuali e alla loro lotta. Dall'aumento delle denunce rispetto al 2016, ai primi passi verso il provvedimento approvato il 2 agosto. Nel mezzo, i tentativi di alcuni di screditare l'operazione come buonista e di difendere il 'diritto di importunare per sedurre'. Schiappa si è dimostrata però determinata nel percorso e capace di toccare importanti punti di riflessioni. Come si legge sempre sul Corriere: «Questa legge non proibisce affatto la seduzione. In Francia qualcuno ha protestato perché avremmo vietato gli sguardi insistenti, e quindi il ”rimorchiare”. Non è affatto vero, si dice semplicemente che è vietato creare situazioni degradanti e minacciose per le donne». E infine, alla domanda se reputasse la storia di Marie Laguerre esemplare per tutte le altre: «Ho sostenuto quella ragazza ma non do alcun suggerimento di condotta valido per tutte. Le donne sono sempre colpevolizzate, si sentono dire 'perché vai in giro da sola?', 'perché sei vestita così?', se in più buttiamo loro addosso 'se non vi ribellate è colpa vostra', è molto ingiusto».

QUANDO, INVECE, NON ESISTE

Sarebbe bello poter fare confronti con il nostro Paese, peccato che nell'equazione mancherebbe uno dei termini di paragone. In Italia, ricordiamolo ancora una volta, manca un Ministro per le Pari Opportunità dal governo Letta: con la salita al potere di Renzi ci fu solo una delega detenuta dal premier. Era il 2013 e a oggi le cose non sono molto cambiate, anzi, forse sono peggiorate. E pensare che nel 2014 furono proprio i Cinque Stelle, attraverso la deputata Giulia Di Vita, a chiedere al Partito Democratico di istituire una figura istituzionale ad hoc, lamentando una scarsa efficacia nella gestione della delega. Devono essersene dimenticati nella formazione dell'attuale Governo.

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