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1 Agosto Ago 2018 1901 01 agosto 2018

#MeToo travolge anche la protezione civile americana

Al centro del nuovo scandalo sessuale Corey Coleman, il capo dell'ufficio personale che assumeva donne come potenziali partner dei loro colleghi uomini. 

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Metoo Corey Coleman Protezione Civile

Dopo il network televisivo Cbs, anche la Federal Emergency Management Agency (Fema), la protezione civile americana, è finita nel mirino di #MeToo. Secondo quanto riportato dal Washington Post, infatti il responsabile del personale Corey Coleman, è accusato di molestie e di aver assunto donne come potenziali partner dei loro colleghi uomini. Sono i risultati di un'indagine interna durata sette mesi che ha rivelato come questo sia un «problema di sistema in corso da anni».

«UN CANCRO DIFFICILE DA SCONFIGGERE»

Secondo l'accusa, Coleman, che ha guidato l'ufficio personale dal 2011 al 18 giugno 2018, quando si è dimesso, avrebbe assunto diversi uomini a cui era legato da amicizia dai tempi del liceo e donne che incontrava nei bar o reclutava attraverso le app di dating online a partire dal 2015. E, soprattuto, avrebbe regalato promozioni senza passare dai canali preposti dall'agenzia governativa che conta circa 20 mila impiegati. L'amministratore Fema William Long, che ha condotto l'indagine interna e ha segnalato i singoli casi all'ispettorato generale del Department of Homeland Security, in un'intervista al quotidiano statunitense afferma che si tratta di «un cancro difficile da sconfiggere» e si domanda quanti reclami e lamentele non sono stati ascoltati negli anni e come fare a restituire un ambiente di lavoro sano ai suoi impiegati.

PROMOZIONI SESSUALI

A quanto racconta, l'indagine sarebbe partita proprio dalla lamentela diretta di una dipendente che avrebbe accusato Coleman di molestie nei suoi confronti. In particolare quest'ultimo avrebbe avuto rapporti con due sottoposte una nel 2015 e una nel 2017, che lo accompagnavano spesso nei viaggi di lavoro senza avere, in particolare una delle due, compiti specifici. Quando la prima decise di rompere, il responsabile del personale le negò una promozione e provò a licenziarla. Secondo quanto racconta la donna, mantenne il posto solo perché aprì all'ipotesi di rivederlo. La seconda dipendente invece fu promossa in un ruolo per cui, per sua stessa ammissione, non era qualificata, quando minacciò di voler lasciare la Fema.

STATISCHE SULLE MOLESTIE NEI POSTI DI LAVORO

Dopo lo scandalo #MeToo, le agenzie federali hanno cominciato a fare formazione sul tema e a varare policy di tolleranza zero. Secondo uno studio del Merit Systems Protection Board nelle grandi agenzie una donna su cinque ha subito una qualche forma di comportamento inappropriato da parte di colleghi e o supervisori. I dati cambiano decisamente invece quando a parlare sono gli uomini: solo il 9% di loro ha lamentato un trattamento simile. Ma quello che più spaventa è che appena l'8% di chi ha denunciato afferma che il colpevole è stato in qualche modo punito.

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