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31 Luglio Lug 2018 1316 31 luglio 2018

Il Vaticano, gli abusi sessuali e #MeToo

Un'inchiesta dell'Ap apre il vaso di Pandora sulle violenze perpetrate da religiosi maschi sulle suore all'interno della Chiesa. Da Bologna all'India, le sorelle che parlano sono sempre di più.

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Si solleva sempre più il coperchio su quello che qualcuno ha definito «l'ultimo tabù» della Chiesa, quello delle suore vittime di abusi e violenze sessuali da parte di sacerdoti o di altri religiosi. E se fanno scalpore in questi giorni le rivelazioni su un eminente porporato statunitense, l'ex arcivescovo di Washington Theodore McCarrick, dimessosi dal cardinalato per le accuse di abusi sessuali e molestie verso seminaristi sia minori che adulti, il Vaticano - ha documentato un'ampia inchiesta dell'Associated Press - è da tempo a conoscenza anche dell'abuso sessuale di suore da parte di preti e vescovi, e ha fatto ben poco per fermarlo (qui l'inchiesta sullo sfruttamento del lavoro delle religiose). I casi di suore abusate sono emersi in Europa, Africa, Sud America e Asia, mostrando che il problema è globale e pervasivo, grazie allo status di seconda classe nella Chiesa e alla loro sottomissione agli uomini che lo controllano. Eppure alcune suore ora stanno facendo sentire le loro voci, sostenute dal movimento #MeToo e dal crescente riconoscimento che persino gli adulti possono essere vittime di abusi sessuali quando c'è uno squilibrio di potere in una relazione.

LE SUORE ALZANO LA VOCE

Le suore stanno cominciando a denunciare pubblicamente anni di inerzia da parte dei dirigenti della Chiesa, anche dopo che importanti studi sul problema in Africa sono stati segnalati al Vaticano negli anni '90. «Mi ha causato un’enorme ferita, a lungo ho fatto finta che non fosse successo», ha raccontato una suora che è stata aggredita dal religioso che la stava confessando in un’università di Bologna nel 2000. Stringendo in mano il rosario, la donna ha rotto quasi due decenni di silenzio, liberandosi finalmente «di un grande peso», e ha raccontato che mentre era seduta in un’aula di fronte a lui e gli stava raccontando i propri peccati, il prete (che era anche un professore universitario) si alzò e le si avventò addosso. La suora riuscì a divincolarsi ma l’assalto — e un successivo approccio di un altro prete un anno dopo — l’ha portata a smettere di andare a confessarsi con qualsiasi altro prete che non fosse il suo padre spirituale, che vive in un altro Paese. La portata dell'abuso di suore non è chiara, almeno al di fuori del Vaticano.

Il cardinale Theodore McCarrick con papa Francesco.

Tuttavia, questa settimana, circa una mezza dozzina di sorelle di una piccola congregazione religiosa in Cile sono uscite allo scoperto sulla tv nazionale con le loro storie di abusi da parte di preti e di altre suore e su come i loro superiori non abbiano fatto nulla per fermare tutto questo. Una suora in India ha di recente presentato denuncia formale alla polizia accusando un vescovo di stupro, cosa che sarebbe stata impensabile solo un anno fa. I casi in Africa sono emersi periodicamente; nel 2013, ad esempio, un noto sacerdote in Uganda ha scritto ai suoi superiori un messaggio che menzionava «sacerdoti romanticamente coinvolti con sorelle religiose», per cui è stato prontamente sospeso dalla Chiesa finché non si è scusato, a maggio.

SILENZIO DALLA SANTA SEDE

Il Vaticano per ora tace su quali misure siano state adottate per valutare la portata del problema a livello globale, o per punire i colpevoli e prendersi cura delle vittime, spiegando che «spetta ai dirigenti delle Chiese locali sanzionare i sacerdoti che abusano sessualmente delle suore». Nel giugno scorso era già stato il francese Le Parisien a evocare un «enorme scandalo» potenziale, sintetizzando alcuni casi come quello d'una «religiosa stuprata da un altro religioso in un monastero», una «suora vittima dei palpeggiamenti di un prete nel confessionale» e un'altra «aggredita sessualmente da un'altra suora della sua stessa congregazione». Fatti in genere molto vecchi, quindi caduti in prescrizione.

PARLANO SOLO I FUORIUSCITI

Nella «grande maggioranza dei casi, le prede tengono la bocca cucita. E quando riescono a raccontare il loro calvario, è perché sono uscite dal clero», continuava il giornale. Ma il fenomeno è valutato come «molto più ampio», spiegava Francois Devaux dell'associazione La Parole Liberee, puntando il dito contro quei «preti che abusano della loro posizione di autorità spirituale per approfittarne sessualmente». E oggi il velo sta cominciando a cadere.

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