Sessismo

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27 Luglio Lug 2018 1337 27 luglio 2018

Verona, saluto romano del consigliere comunale alle femministe

«Braccio destro alzato verso le attiviste presenti per protestare contro le mozioni pro aborto», l'accusa del movimento Non Una Di Meno ad Andrea Bacciga.

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Alla fine non è successo. Come denunciato da Non Una Di Meno, giovedì 26 luglio il consiglio comunale di Verona avrebbe dovuto discutere le mozioni 434 e 441 proposte da due esponenti della Lega Nord. L'obiettivo delle due mozioni? Dare ampio spazio alle associazioni cattoliche per contrastare l’aborto libero e gratuito e per sistematizzare il programma di sepoltura dei bambini mai nati, anche senza il consenso della donna coinvolta e a carico della sanità pubblica. Fortunatamente, però, il tutto è slittato a settembre. Per 'colpa' di una provocazione del consigliere di maggioranza Andrea Bacciga del movimento Battiti, fondato dall’attuale sindaco Federico Sboarina (sostenuto dai movimenti integralisti cattolici e di estrema destra). Provocazione che si è rivelata un boomerang visto che ha causato un notevole ritardo non permettendo di arrivare appunto all'analisi delle due proposte. Bacciga, secondo quanto raccontato da Non Una Di Meno sulla sua pagina Facebook, avrebbe infatti rivolto il saluto romano alle attiviste del movimento femminista presenti in aule per portare avanti, così come già avvenuto in molte altre città e Paesi, una protesta silenziosa e pacifica, in cui era l'abbigliamento a urlare. Alcune di loro infatti indossavano tuniche e mantelli rossi e copricapi bianchi. Se non vi ricorda niente forse dovete recuperare la serie tivù The Handmaid’s Tale tratta dal romanzo della canadese Margaret Atwood (senza spoilerare troppo, nell'opera della scrittrice le donne vestite in quel modo vivono schiave sessuali e incubatrici viventi).

SALUTI FASCISTI DI UN CONSIGLIERE IN AULA ALLE ATTIVISTE DI NON UNA DI MENO Giovedì 26 luglio Non Una Di Meno Verona ha...

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«La discussione sulle due mozioni non era ancora iniziata, quando Bacciga, poco dopo aver varcato la soglia dell’aula ha rivolto provocatoriamente alle attiviste il saluto romano che, ricordiamo, è punito dal nostro codice penale. Inutile aggiungere che il gesto risulta ancor più grave se commesso da un rappresentante delle istituzioni che ha giurato sulla costituzione italiana, costituzione antifascista, e all’interno di una sede istituzionale», scrive Non Una Di Meno. A quel punto «sia tra le persone che assistevano al consiglio sia tra i consiglieri di minoranza si sono sollevate immediate proteste accompagnate dalla richiesta di una presa d’atto del gesto gravissimo da parte del presidente del consiglio Ciro Maschio di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale». Che però, come raccontato dal movimento femminista, avrebbe dichiarato di non aver visto nulla e di non poter interrompere la seduta «per fare l’esegesi dei gesti altrui». Nonostante ci fossero decine di testimoni. Non contento, Maschio avrebbe inoltre paragonato il «disturbo creato dalla presenza delle silenziose attiviste» a quello «eventualmente creato dal gesto del consigliere».

«Ci hanno intimato di toglierci i mantelli rossi e hanno trattenuto alcune per l’identificazione».

Non Una Di Meno

Nel loro post, la attiviste raccontano che nel frattempo il loggione si era riempito di forze dell’ordine «che ci hanno filmato, ci hanno intimato di toglierci i mantelli rossi (nonostante il regolamento comunale non li vieti) e hanno trattenuto alcune per l’identificazione». Un'operazione che ha interrotto il consiglio comunale per una ventina di minuti. «Quando è ripreso, Bacciga, sollecitato da un quesito della minoranza, ha dichiarato: 'Io stavo entrando, ho salutato in questa maniera qua delle persone con la mano destra, ma se è proibito salutare con la mano destra ditemelo, evidentemente siamo in un regime che dovrò salutare con il pugno chiuso. Io ho salutato con la mano destra, se volete tagliarmi la mano destra fatelo'», scrivono. Le parole del consigliere sono bastate a Maschio «che si è augurato che l’equivoco potesse essere così chiarito». Ma non sono bastate a Non Una Di Meno: «Apprezziamo il fatto che sia bastato un travestimento silenzioso per svelare la vera natura di questa destra che entra a braccio teso all’interno delle istituzioni democratiche. Ora a voce alta chiediamo le immediate dimissioni di Andrea Bacciga», scrivono le attiviste che hanno tentato di contrastare le due proposte anche attraverso un’azione di pressione via social network (l'hashtag di riferimento è stato #194nonunpassoindietro) e mail.

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