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27 Luglio Lug 2018 1749 27 luglio 2018

La battaglia per l'aborto in Cile finisce nel sangue

Tre donne sono state accoltellate a Santiago da militanti neonazisti durante una marcia per liberalizzare l'interruzione di gravidanza. Una battaglia che è iniziata nel 2017. 

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Cile Legge Aborto Proteste

Tre donne cilene sono state accoltellate la notte tra il 25 e 26 luglio durante una marcia per la libertà di aborto sul viale Alameda Bernardo O'Higgins, principale arteria di Santiago del Cile. Macarena Castañeda, portavoce dell'organizzazione Mesa Acción, ha riferito che «una turba di persone incappucciate ha avviato la costruzione di barricate ad un centinaio di metri da dove si trovavano i manifestanti. All'improvviso un gruppetto di persone ha cominciato ad accoltellare i passanti. Alcune donne si sono fatte avanti per proteggerli, ma sono state colpite».

Un momento della manifestazione.

Una delle militanti è stata ferita all'addome, e le altre due alle gambe. Sono ricoverate in ospedale e la loro vita non corre pericolo. «Questo», ha aggiunto Castañeda, «è terrorismo. E non voglio chiamarlo in nessun altro modo. Ed è quando un gruppo vuole intimorire un altro per evitare che possa esprimere liberamente il suo pensiero». I 'carabineros' hanno reso noto che alla marcia hanno partecipato 15 mila persone, mentre gli organizzatori hanno elevato la cifra a 50 mila. Dopo il referendum sull'aborto in Irlanda, e con la stessa battaglia in corso in Argentina, nel Paese sudamericano affacciato sul Pacifico si sta cercando di arrivare a una piena legalizzazione.

LA DEPENALIZZAZIONE DELL'ABORTO APPROVATA NEL 2017

Nel 2017 è stata approvata in Cile la depenalizzazione dell'aborto in tre casi specifici: gravi malformazioni del feto, rischio di vita per la madre e stupro. Tuttavia molti centri di assistenza si sono rifugiati nell'obiezione di coscienza per non fornire assistenza alle donne che vogliono interrompere la loro gravidanza. Le proteste di questi mesi puntano a cambiare la situazione.

Apoyando a nuestras compañeras feministas. Por agresiones a tres activistas durante la marcha por aborto libre, seguro y gratuito

Geplaatst door Coordinadora Niunamenoschile op Donderdag 26 juli 2018

«Non ci fermeranno. Hanno paura perché non abbiamo più paura», immediata la risposta del movimento femminista alle aggressioni. Prima dell'accoltellamento, un'altra provocazione violenta era avvenuta davanti ad un centro commerciale durante il passaggio del corteo ad opera di neonazisti del gruppo Patriot Movimento Sociale, seguaci di Pinochet. Il gruppo ha rivendicato l'azione sul proprio account twitter: «Abbiamo dipinto l'Alameda con sangue e viscere di animali per ricordare loro che cercano di uccidere i bambini». I violenti e gravi attacchi degli antiabortisti sono stati condannati da tutto il mondo politico cileno.

Il panno verde simbolo delle proteste.

Il simbolo della manifestazione è stato il pañuelo verde. Qui uno stralcio del comunicato di #NiUnaMenosChile: «Interpelliamo la giustizia affinché questi atti violenti siano perseguiti e non rimangano nella impunità patriarcale. Le persecuzioni e le intimidazioni che stanno vivendo le nostre compagne argentine si manifestano anche qui in Cile per zittirci, ma si sappia che siamo più unite che mai e che questa rivolta femminista per la difesa dei nostri diritti continuerà con ancora più forza».

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