27 Luglio Lug 2018 1425 27 luglio 2018

Migranti minorenni costrette a prostituirsi a Ventimiglia

Si chiama Survival Sex ed è l'ultima e atroce frontiera dello sfruttamento dei minori. La denuncia di Save the Children. 

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Sono costrette a offrire sesso per sopravvivere. Per lasciare l'Italia dove sono sbarcate e raggiungere famigliari e conoscenti in Francia, nel Nord Europa, o anche solo per mangiare e assicurarsi un letto dove dormire. È il Survival sex ed è l'ultima atroce frontiera dello sfruttamento delle migranti minorenni che si prostituiscono per pagare il passaggio del confine a Ventimiglia e a Bardonecchia. Lo denuncia l'ultimo rapporto di Save the Children Piccoli schiavi invisibili. Si tratta di ragazze, poco più che bambine, provenienti soprattutto dal Corno d'Africa e dall'Africa subsahariana. Per attraversare in auto la frontiera devono versare ai passeur tra i 50 e i 150 euro (leggi anche: minori maltrattati a Ventimiglia).

IL FLUSSO INVISIBILE DEI MINORI NON ACCOMPAGNATI

«Si tratta di ragazze giovanissime e particolarmente a rischio, che fanno parte del flusso invisibile dei tanti minori migranti non accompagnati in transito alla frontiera nord-italiana», spiega Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save The Children, «i quali, nel tentativo di ricongiungersi ai propri familiari o conoscenti in altri Paesi europei, privati della possibilità di percorrere vie sicure e legali, sono fortemente esposti a gravissimi rischi di abusi e sfruttamento, in molti casi ritrovandosi a vivere in condizioni di grande degrado e promiscuità. È fondamentale garantire loro tutta la protezione di cui hanno bisogno», continua Milano, «e per questo, in rete con le organizzazioni attive sul campo, stiamo potenziando i nostri interventi nelle aree di confine settentrionale con un'unità mobile, grazie alla quale, a partire dai prossimi giorni, i nostri operatori raggiungeranno i minori più vulnerabili per offrire loro supporto e assistenza e tutelarli dai gravi rischi in cui incorrono».

L'INTERRUZIONE DEL PROGRANNA DI RELOCATION

«L'interruzione a settembre 2017 del programma europeo di relocation ha contribuito in maniera importante a costringere i minori in transito a riaffidarsi ai trafficanti o a rischiare la propria vita pur di varcare i confini, così come continua ad accadere a Ventimiglia, a Bardonecchia o al Brennero», sottolinea ancora Milano. «Nonostante numeri troppo bassi e difficoltà procedurali, il programma di relocation aveva comunque segnato una strada importante per i minori non accompagnati, garantendo un valido argine ai rischi di abusi e sfruttamento. Ora è tuttavia urgente riattivarlo per i minori soli a rischio di tratta o sfruttamento, e procedere subito al ricollocamento dei minori soli».

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