26 Luglio Lug 2018 2031 26 luglio 2018

Festival del cinema di Venezia, una sola regista in concorso

L'australiana Jennifer Kent unica in lizza per il Leone d'oro. Tra chi invoca la parità di genere e numeri sconfortanti, restano le difficoltà a emergere per la donne dietro la macchina da presa.

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Festival Cinema Venezia Donne

Era già successo nell'edizione passata. Alla 75esima Mostra del cinema di Venezia, la cui presentazione è stata accolta con entusiasmo da critici e addetti ai lavori per il ricco parterre atteso in Laguna, soltanto una donna sarà in lizza per il Leone d'Oro. Jennifer Kent, col suo The Nightingale, seguirà le orme di Vivian Qu e del suo Angels wear white. Una circostanza che ha nuovamente rinfocolato il dibattito sulla parità di genere in un mondo, quello del cinema, che a più riprese ha faticosamente nascosto un occhio di riguardo per l'universo maschile.

FUORI DISCUSSIONE LA QUALITÀ DEI REGISTI IN CONCORSO

Difficile, tuttavia, stabilire se sia questo il caso di Venezia, non essendo di pubblico dominio il numero di lavori recapitato alle selezioni e non avendo preso visione delle pellicole in gara. I pareri, di certo, sono variegati e tanto è bastato, sui social e in sala stampa, ad animare il dibattito se davvero esista una questione di sessismo o se a prevalere sia stata, come quasi sempre accaduto a Venezia, la qualità, considerando pure la lista dei 21 autori in concorso (da Luca Guadagnino a Damien Chazelle, passando per Alfonso Cuarón e i fratelli Coen, c'è solo l'imbarazzo della scelta).

A tal proposito, il direttore del Festival, Alberto Barbera, non ha esitato a ribadire la sua netta contrarietà alle ipotesi, a dire il vero piuttosto evanescenti, che paventano l'inserimento di 'quote rosa' per favorire l'ingresso di lungometraggi femminili alla Mostra e incentivare, di conseguenza, le opportunità per le cineaste. «Lo dirò in modo un po' brusco», ha risposto Barbera ai giornalisti, «il giorno in cui dovrò scegliere un film solo perché diretto da una donna cambierò lavoro».

LE OPERE PRESENTATE DELLE DONNE IN NETTA MINORANZA

Malgrado ciò, lui stesso non ha esitato a riconoscere come, in generale, le opere dirette da donne presentate in anteprima nelle varie sezioni di Venezia 75 «siano decisamente una minoranza», 15 su circa 70 titoli selezionati ufficialmente. Ma sia Barbera che il presidente della Biennale Paolo Baratta hanno tenuto a precisare come il problema sia a monte, visto che «solo il 21% dei 1.650 film proposti vedeva come regista una donna». Il caso, insomma, «esiste», ha chiosato Barbera, «ma qui non guardiamo i film sulla base del genere del regista. Li guardiamo e selezioniamo sulla base della qualità». «Bisogna fare in modo che le donne abbiano gli strumenti e le opportunità per fare film», ha aggiunto dal canto suo Baratta, riaprendo un dibattito al quale una platea come quella di Venezia potrebbe finalmente dare la giusta eco.

In attesa di novità, a tenere alto l'onore femminile, a partire dal 29 agosto, sarà l'australiana Jennifer Kent, al suo secondo cortometraggio. The Nightingale, ambientato nella Tasmania del 1825, racconta la storia di una detenuta 21enne irlandese che assiste al brutale omicidio del marito e del figlio per mano del capitano delle guardie e dei suoi sottoposti. Incapace di ottenere giustizia, la donna assolda un aborigeno con cui si avventura nella natura selvaggia in cerca di vendetta.

L'AMORE PER IL CINEMA DALL'ETÀ DI SETTE ANNI

Con la sua opera prima, l'horror psicologio Babdook uscito in sala nel 2014, Kent ha ottenuto un discreto successo di critica e di pubblico, ricevendo persino i pubblici eleogi di Stephen King. La regista australiana ha iniziato a scrivere storie per il cinema dall'età di sette anni, come ha rivelato lei stessa, «non essendo allora consapevole che le donne potessero dirigere film». Riguardo la scarsità cineaste nel cinema horror, Kent detto: «Le cosa cambiernno, come tutto al mondo. Le donne amano guardare film spaventosi. Noi sappiamo cos'è la paura. E non è una tematica che non sappiamo esplorare».

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