25 Luglio Lug 2018 1513 25 luglio 2018

La moda di Ivanka Trump non vende per il sessismo di Donald?

Chiude il brand di abbigliamento della first daughter. Si parla di flop per la mancata presa di posizione nei confronti della misoginia del padre. 

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Donald Trump e la moda. Sulla carta hanno poco a che fare, visto il look abbastanza standardizzato del presidente degli Stati Uniti. Eppure la sua elezione ha intrigato tutti i fashion addicted per due motivi. Il primo le scelte di stile delle sue donne. Della moglie Melania e della figlia Ivanka, in particolare. Con relative polemiche (ricordate la giacca della first lady con la scritta: «Non mi importa per niente. E a te?»?). E poi IT Collection LLC, il brand di abbigliamento, scarpe, borse e gioielleria lanciato proprio da Ivanka. Marchio che però ha fatto un brutta fine. È del 24 luglio infatti la notizia dello stop immediato dell'azienda: nessun rinnovo per tutti i contratti in opera e liquidazione del personale nel giro di qualche settimana, a partire dai dipendenti che lavorano nel quartier generale della società situato nella Trump Tower, sulla Fifth Avenue di Manhattan. Da 17 mesi a Washington al seguito del padre con il marito Jared Kushner, la primogenita di Mr. Trump lavora oramai a tempo pieno come consigliere del presidente alla Casa Bianca e ha motivato il suo addio all'amato progetto fashion proprio con la volontà di proseguire e dedicarsi al suo ruolo pubblico. Una scusa che in realtà non sta in piedi: la first daughter si era infatti già defilata dalla sua azienda per evitare conflitti di interesse. Una decisione che comunque non ha mai placato le critiche. Qualcuno l'accusava di sfruttare la sua posizione di potere per spingere i suoi affari. Altri di produrre scarpe e borse prevalentemente in Cina e Indonesia, in netta contrapposizione con il dogma dell'America First secondo cui i posti di lavoro statunitensi vengono prima di tutto. O, ancora peggio, di favorire lo sfruttamento del lavoro femminile nei Paesi di provenienza dei suoi articoli.

Scarpe e borse di IT Collection LLC, il brand di Ivanka Trump.

Ai maliziosi che hanno pensato che la chiusura fosse dovuta alle scarse performance nelle vendite ha prontamente risposto un portavoce. Negando. Ma, come fa notare Tim Teeman sul DailyBeast, sicuramente i soldi hanno giocato un ruolo importante nella decisione. «Se stesse ancora vendendo vagonate di merce non avrebbe senso far perdere il lavoro a 18 persone». D'altronde segnali non incoraggianti c'erano già stati. Store come Nordstrom e Hudson Bay avevano smesso di proporre la linea, parlando di prestazioni scadenti. Scelta che che papà Trump ha subito definito «ingiusto». Inoltre, come fa notare il Wall Street Journal, gli acquisti online di IT Collection LLC su Amazon, Macy's, Bloomingdale's e Zappos sarebbero diminuti del 45% nei dodici mesi precedenti a giugno 2018. Certo un periodo in cui abiti, gioielli, scarpe e borse funzionavano nei negozi e sul web c'è stato. Parliamo dell'inizio dell'avventura presidenziale del magnate quando l'attenzione mediatica era concentrata su tutto il suo clan. Attenzione mediatica che si è rivelata un boomerang quando l'inquilino della Casa Bianca e la sua amministrazione si sono dimostrati campioni di sessismo. Misoginia da cui Ivanka non si è mai espressa. Quale miglior deterrente all'acquisto di prodotti per donne?

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