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23 Luglio Lug 2018 1930 23 luglio 2018

Ikea in difesa delle donne: scritte nei bagni contro le violenze

«Quante volte al giorno ti dice "Stai zitta cretina!?"»: i cartelli nelle toilette per la campagna di sensibilizzazione dell'azienda in collaborazione con Telefono Donna.

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Ikea

Continua la campagna di Telefono Donna e Ikea #PerUnaGiustaCasa contro la violenza sulle donne. La onlus e l'azienda hanno deciso di usare le toilette dei negozi, uno dei pochi posti in cui le donne sanno di essere sole, per lanciare dei messaggi fornendo un "numero rosa", impegnandosi nella lotta contro la violenza di genere. «Quante volte al giorno ti dice "Stai zitta cretina!?"», «Sono caduta dalle scale», «Ho sbattuto il naso sulla porta» sono alcune delle frasi che le clienti possono trovare sugli specchi dei bagni.

L'obiettivo è quello di attirare i riflettori dell'opinione pubblica sul tema della violenza tra le mura domestiche e sull'urgenza di attivare garanzie e tutela alle donne e ai figli: la propria casa, il luogo che dovrebbe proteggerci e farci sentire al sicuro, è lo scenario in cui si consuma l'80% dei casi di violenza. Fisica, psicologica, economica: coniugazioni diverse per gli abusi domestici, fenomeno che in Italia vede coinvolta una donna su tre e che attraversa tutte le fasce sociali e di età, da Nord a Sud.

LA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE CON TELEFONO DONNA

A novembre 2017 in tutti i punti vendita Ikea in Italia sono state rappresentate scene di violenza domestica tratte da storie reali di donne che si sono rivolte all'associazione. Nei 21 store, Pop Up e Puop - Pick Up and Order Point attori professionisti del Teatro Filodrammatici di Milano e del Teatro Stabile d'Abruzzo hanno rappresentato scene di maltrattamenti. In scena dialoghi e gesti che evocano tre differenti tipologie di violenza: fisica, psicologica e economica. Storie reali di donne che, grazie al supporto di Telefono Donna, hanno avuto il coraggio di denunciare i maltrattamenti subiti e di ricominciare una nuova vita.

Alla fine di novembre del 2017, Ikea aveva dovuto affrontare una polemica scoppiata dopo il licenziamento di una lavoratrice, madre separata con due figli di cui uno disabile, perché non poteva cominciare a lavorare alle 7 del mattino. In solidarietà con la donna, Marica Ricutti, 39 anni, i colleghi di Corsico hanno scioperato. La donna aveva accettato il cambiamento di reparto nel punto vendita alle porte di Milano, chiedendo che il gruppo svedese le andasse incontro per gli orari. Ad aprile i giudici hanno respinto il ricorso della mamma, che riteneva il licenziamento discriminatorio e chiedeva il reintegro e il risarcimento del danno. Per il giudice che ha analizzato il ricorso, i comportamenti dell'ex dipendente sono stati «di gravità tali da ledere il rapporto fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore e consentono l'adozione del provvedimento disciplinare espulsivo».

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