20 Luglio Lug 2018 1758 20 luglio 2018

Cos'è la castrazione chimica e quali sono i suoi effetti

Il ministro dell'interno invoca la soluzione farmacologica per i condannati per delitti sessuali. Ma di cosa si tratta esattamente? E in quali altri Paesi viene usata?

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«Per i colpevoli di questi reati zero sconti, pena certa da scontare solo in galera e castrazione chimica». È quanto ha scritto Matteo Salvini a seguito al fermo di un ragazzo romeno di 34 anni identificato dai carabinieri come l'autore della violenza sessuale denunciata a Piacenza da una barista di nazionalità cinese. L’uomo, in fuga, era pregiudicato per altri reati ed era agli arresti domiciliari con il permesso di uscire, durante il giorno, per andare al lavoro. La donna, titolare di un bar, ha raccontato agli investigatori di essere stata legata e imbavagliata all’interno del locale, verso l’orario di chiusura, per poi essere violentata per ore. Immediato il commento del ministro dell'Interno. Ma cos'è la castrazione chimica? E quali sono i suoi effetti?

LA CASTRAZIONE CHIMICA COME DETERRENTE ALLA LIBIDO

La castrazione chimica è un tipo di castrazione, solitamente non definitiva, provocata da farmaci a base di ormoni, indirizzata alla riduzione della libido e dell'attività sessuale. Fu sviluppata come misura temporanea preventiva per stupratori e pedofili ed è applicata come parte della pena di reati a sfondo sessuale, in diversi paesi, fra cui gli Stati Uniti. Vincenzo Gentile, supervisopre della Commissione certificazione andrologica della Società italiana di andrologia (Sia) ha spiegato a Adnkronos che «si tratta di farmaci che agiscono a livello del Sistema nervoso centrale su una ghiandola detta ipofisi. Di fatto agiscono 'a monte' della cascata di eventi che porta alla produzione di testosterone, fabbricato principalmente nei testicoli, e al rilascio dell'ormone sessuale maschile nel sangue Si assumono per via sottocutanea e sono disponibili in diverse formulazioni, anche a lento rilascio». La terapia nasce alla fine degli Anni 20 del XX secolo come terapia contro il tumore alla prostata, ritenuto ormono-dipendente. Il farmaco piu' in uso attualmente e' il Depo Provera ovvero il principio attico del Medrossiprogesterone. L'effetto puo' variare da 20 giorni a tre mesi.

GLI EFFETTI COLLATERALI E L'USO PER I TRANSESSUALI

Questa punizione non è esente da effetti collaterali, come l’insorgenza dell’osteoporosi, con conseguente diminuzione della densità ossea, di malattie cardiovascolari a causa dell’aumento del grasso corporeo e della perdita di massa muscolare. Tra i vari effetti, anche la riduzione di peli sul corpo e l’infertilità. Come terapia viene anche eseguita a livello preliminare nel trattamento ormonale per la trasformazione da uomo a donna dei transessuali. In questo caso, il cambiamento diventa irreversibile dopo circa sei mesi.

IN QUALI PAESI EUROPEI ESISTE?

Un piccolo numero di Paesi (Polonia, Russia e Macedonia) ha posto, negli ultimi anni, la castrazione chimica tra le pene possibili da comminare ai condannati per pedofilia. La grande maggioranza dei Paesi europei che la prevedono (Svezia, Finlandia, Germania, Danimarca, Norvegia, Belgio, Francia) ne fanno un uso limitato, opzionale e subordinato al consenso del condannato. Nello specifico Danimarca, Germania e Norvegia permettono la castrazione se si può dimostrare che il soggetto potrebbe essere costretto a commettere crimini sessuali a causa di istinti sessuali incontrollabili. La Svezia permette la castrazione chimica nel caso in cui il soggetto ponga una minaccia per la società, e la pratica è strettamente volontaria, con l’obbligo che il soggetto sia pienamente informato di tutti i possibili effetti collaterali». Nel Regno Unito è in corso un programma pilota diretto ai detenuti per pedofilia. In Italia, invece, non viene fatto uso di questo strumento farmacologico, ma diversi esponenti politici ne hanno invocato l'utilizzo dopo terribili avvenimenti di cronaca. Uno studio statunitense del 2013 pubblicato sul Journal of Bioethical Inquiry chiarisce che «l’approccio dominante in Europa è quello di offrire la castrazione chimica come un intervento formalmente opzionale».

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