17 Luglio Lug 2018 1757 17 luglio 2018

«Sii donna, fa quel che ti pare»: le marocchine contro il divieto al bikini

È lo slogan di risposta alla campagna al grido di «Sii uomo» che invita gli uomini a non far uscire di casa mogli, fidanzate o figlie con abiti succinti o in costume da spiaggia.

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Hanno risposto con un bel «Sii donna, fa quel che ti pare»: è lo slogan con cui alcune marocchine hanno reagito alla campagna contro il bikini lanciata nel Nord Africa nel 2015 e ripresa anche quest'anno in Marocco che, al grido di «Sii uomo» (traduzione dell'hashtag «Koun-rajal») invita gli uomini a non far uscire di casa mogli, fidanzate o figlie con abiti succinti o in bikini in spiaggia.

«CHI SEI PER DECIDERE COSA DEVO INDOSSARE?»

Stavolta però al tormentone, diventato virale grazie ai social network, le donne hanno reagito duramente. E usando la stessa 'arma' social. Al via dal 9 luglio, la campagna maschilista si è diffusa attraverso una pagina Facebook filo-islamista. A sostegno della sua tesi, si è affidata anche alle parole del Profeta: «Ogni donna che tolga i suoi abiti fuori dalla casa del marito, in verità è come togliesse il velo tra se stessa e Dio», scrivono i sostenitori del no bikini, citando il Corano.
Finora più di quattro mila hanno messo 'mi piace' alla campagna e quasi 14 mila l'hanno condivisa. Ma in poche ore sono fiorite pagine di dissenso con foto degli Anni '60 e '70, quando sulle spiagge di Casablanca il costume a due pezzi era di moda come a Saint Tropez e si vedevano donne in minigonna come a Londra. Altre hanno scritto: «Solo un imbecille può aderire a una campagna del genere». E ancora, c'è chi parla di «aberrazione», di «un passo indietro di oltre 100 anni» o «la donna è un essere umano, chi sei tu per decidere cosa debba indossare?».

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