16 Luglio Lug 2018 1915 16 luglio 2018

Massimo Buscemi ha querelato la Casa della Donna di Pisa

«Sono naziste», ha detto l'attore contro le femministe che si oppongono alla sua nomina di assessore alla Cultura. Processato per stalking, il reato è in parte precedente all'introduzione della normativa e in parte prescritto.

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Andrea Buscemi Assessore Pisa Stalking

«Sono come i nazisti e per questo bisognare fare di tutto per fermarle. Per questo ho deciso di querelare per stalking la presidente della Casa della Donna di Pisa, Carla Pochini, e la promotrice della petizione contro di me Elisabetta Vanni. La loro è infatti una persecuzione, costruita su un pregiudizio, contro di me». Lo ha detto l'assessore alla Cultura di Pisa e attore, Andrea Buscemi, da settimane al centro di una bufera mediatica per la sua nomina ad assessore nella giunta di centrodestra in quota Lega.

LA REPLICA DELLA CASA DELLA DONNA

«Su Andrea Buscemi non abbiamo mai detto nulla di più di quanto è agli atti e riportato nella sentenza del tribunale di Firenze che, ribadiamo, lo ha riconosciuto colpevole del reato di stalking ma non lo ha potuto condannare perché al tempo il reato non esisteva e perché intervenuta nel frattempo la prescrizione»: a dirlo Carla Pochini, presidente della Casa della donna, dopo l'annuncio della querela. «Quella sentenza è definitiva e noi non ci stancheremo mai di chiedere le dimissioni di Buscemi, un uomo che non può in alcun modo rappresentare le cittadine e i cittadini pisani e tanto meno la cultura della nostra città. Ci vediamo domani in piazza!», aggiunge riferendosi al presidio organizzato contro l'assessore. La presidente dice che la notizia della querela «può solo farci sorridere» e altro non è «che un'ulteriore ammissione di colpa» di un uomo che, «condannato a risarcire la sua ex compagna, decide di ricorrere in Cassazione al solo scopo di ritardare il processo in sede civile ed evitare il pagamento del risarcimento».

LA LETTERA DI BUSCEMI A MATTARELLA

«Abbiamo elencato in sede di querela una serie di condotte che configurano diverse ipotesi di reato, dalla diffamazione, alla molestia fino agli atti persecutori», ha aggiunto il suo avvocato, Rubina Colombini. Buscemi, inoltre, ha ricordato che la Casa della Donna fin dal 2013, anno in cui cominciò il suo processo dopo una querela per stalking della ex fidanzata, «ha iniziato la sua guerra ideologica contro di me su presupposti falsi e con affermazioni false, visto che in primo grado e dopo un'istruttoria di tre anni sono stato assolto e in appello sono stato prosciolto perché il reato è prescritto, quindi chi dice che sono stato condannato mistifica la realtà». Per porre fine a questa persecuzione Buscemi ha anche recapitato una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per esporgli la situazione. «Sono costretto a vivere a Viareggio, perché a Pisa ho paura di essere aggredito, sui social qualcuno mi ha anche minacciato di morte», spiega. «La mia compagna piange tutti i giorni e dopo tanti anni di incondizionato appoggio, in questa vicenda, a seguito della recrudescenza dell'insensato attacco della Casa della Donna pisana sta avendo un crollo psicofisico e, recentemente si è affidata alle cure di uno specialista», si legge nella missiva al Capo dello Stato. Sui social network, ha concluso l'attore-assessore, «compaiono contro di me e la mia compagna chiare minacce di morte: 'A Buscemi bisognerebbe sparare', 'Va abbattuto' e riferendosi alla mia fidanzata hanno scritto: 'Attenta, farai la fine di Claretta Petacci (l'amante di Mussolini giustiziata assieme a lui ndr)'».

IL 17 LUGLIO LA PROTESTA

Tra coloro che hanno firmato la petizione online ci sono anche esponenti del centrosinistra, come l'ex ministro della Pubblica istruzione, Valeria Fedeli, e la consigliera regionale del Pd, Alessandra Nardini, che al pari degli altri firmatari ritengono che Buscemi non possa, per la sua vicenda personale, rivestire cariche pubbliche. Il 17 luglio pomeriggio in occasione della seduta di insediamento del nuovo consiglio comunale è in programma davanti al Comune una protesta della Casa della Donna. «Io sarò regolarmente al mio posto perché non mi faccio intimidire da queste persone, che con il loro atteggiamento mettono in pericolo la stessa vita democratica cittadina», ha spiegato lui. Carla Pochini, presidente della Casa della donna, dopo l'annuncio della querela, invita tutti ad andare in piazza specificando che la reazione dell'assessore Buscemi altro non è «che un'ulteriore ammissione di colpa» di un uomo che condannato a risarcire la sua ex compagna, «decide di ricorrere in Cassazione al solo scopo di ritardare il processo in sede civile ed evitare il pagamento del risarcimento».

IL REATO DI STALKING IN PRESCRIZIONE

Nel processo scaturito dalle denunce dell'ex compagna Patrizia Pagliarone e che la Casa della Donna di Pisa ha sostenuto con forza facendone una causa simbolo, Buscemi è stato assolto «per i fatti anteriori al 25 febbario 2009 (quando viene introdotto il reato di stalking, ndr) perché il fatto non è previsto dalla legge come reato». La Corte, inoltre, «dichiara non doversi procedere contro il Buscemi per estinzione del reato per prescrizione per i fatti successivi e lo condanna al risarcimento dei danni a favore della parte civile da liquidarsi in separata sede». In Appello è stata riconosciuta la sua condotta lesiva, anche se tutto è prescritto o precedente l'introduzione del reato di stalking. Il processo va ora verso la Cassazione.

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