12 Luglio Lug 2018 1400 12 luglio 2018

A Roma il M5s ha sfrattato anche il centro antiviolenza di Tor Bella Monaca

È la volta della struttura Marie Anne Erize dopo quello della storica Casa delle Donne, e solo pochi giorni fa il direttivo aveva scritto una lettera aperta alla sindaca Raggi. Che però tace.

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Centro Antiviolenza Tor Bella Monaca Roma Casa Donne

A Roma i centri antiviolenza stanno vivendo un periodo decisamente nero. Dopo lo sfratto della storica Casa Internazionale delle Donne di via della Lungara in centro - che ha iniziato una lunga protesta e mobilitato migliaia di persone - adesso è la volta del centro Marie Anne Erize del quartiere Tor Bella Monaca nella estrema periferia Est della Capitale.
Uno sfratto annunciato dalla mozione approvata durante il consiglio municipale del 16 marzo 2017 e avvenuto l'11 luglio 2018. Risultato dell'operazione legalità avviata dal governo a 5 stelle, che non si ferma nemmeno davanti a realtà sociali necessarie e in forte difficoltà.
«Siamo esterrefatti», ha commentato la presidente del centro antiviolenza Stefania Catallo a pochi muniti dalla consegna dell'atto che ha per oggetto «riconsegna dei locali siti in via Amico Aspertini 393», come riporta Roma Today.

UNA CROCIATA DEL M5S?

«Un altro centro anti-violenza è finito nella furia iconoclasta del Movimento 5 Stelle a Roma. Nel quartiere di Tor Bella Monaca, noto per tanti problemi, è stato 'sfrattato' il centro Marie Anne Erize. Dalla sindaca Virginia Raggi non c'è alcuna attenzione di fronte alle attività sociali che tutelano le donne», ha dichiarato il segretario di Possibile, Beatrice Brignone, rispetto a quanto avvenuto l'11 luglio. «I 5 Stelle non riescono a fare una sola cosa giusta», ha detto infiammando la polemica. «Al contrario di quanto fa l'amministrazione della Capitale, c'è un bisogno urgente di potenziare i centri antiviolenza. Dopo la Casa della Donna, ora lo sfratto tocca al centro di Tor Bella Monaca, sembra che per i 5 Stelle stia diventando una crociata. Tranne però mostrarsi tutti costernati di fronte alla prossima donna ammazzata. E ricominceremo a sentire a parlare di raptus e di 'amori finiti tragicamente', invece che di una violenza così radicata e diffusa che necessita di politiche strutturali da potenziare, non da svilire».

Non possiamo accettare questo prolungato silenzio, abbiamo bisogno di risposte certe che ci permettano di programmare il...

Geplaatst door Casa Internazionale delle Donne op Maandag 9 juli 2018

LA LETTERA APERTA DELLA CASA DELLE DONNE ALLA RAGGI

E non smette di chiedere risposte il direttivo della Casa Internazionale delle Donne, che il 9 luglio ha lanciato l'ennesima lettera aperta alla sindaca Virginia Raggi e alla sua giunta: «Gentile sindaca, come Lei sa da più di sei mesi aspettiamo una riposta alle nostre proposte di soluzione del contenzioso economico che ci vede coinvolte: la trattativa è ferma, i mesi scorrono e noi invece abbiamo bisogno di un confronto e di risposte chiare». L'appello ricorda alla Raggi di aver più volte sollecitato le assessore a un nuovo incontro, ma senza risultati. E nonostante le tante 'chiamate' pubbliche, la sindaca non si è mai esposta né ha mai risposto alla chiamata delle femministe preoccupate per il destino della Casa, punto di riferimento da 30 anni per migliaia di donne romane.
«Più volte l'abbiamo invitata a venire a conoscere la Casa Internazionale delle Donne, le molteplici attività che vi si svolgono e le associazioni che la abitano; ora le rinnoviamo l'invito, convinte che la soluzione della nostra vicenda sia affidata soprattutto alla conoscenza delle diverse realtà e alla possibilità di seguire strade di mediazione. Come lei sa, sono più di 100 mile le firme a sostegno di un appello per una soluzione condivisa del contenzioso sulla casa delle donne, e sono tante anche le voci di artiste, scrittrici, cantanti, musiciste, docenti, accademiche, donne di spettacolo e di cultura che si sono levate e che hanno animato di recente le serate alla Casa Internazionale». Sì, perché negli ultimi tempi la casa è più viva che mai, ospita tantissimi eventi e la presenza di molte artiste che sposano la causa, da Paola Cortellesi a Jasmine Trinca.

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