10 Luglio Lug 2018 1234 10 luglio 2018

Che cos'è il burkini, chi lo indossa e chi lo ha inventato

Polemiche dopo che una donna è stata allontatanata da una piscina a Firenze, nonostante non fosse vietato. Storia di un capo molto recente e di successo. Che non smette di far discutere.

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Burkini Piscina

Nel 2016 è stato oggetto di una lunga serie di polemiche estive, destinate a riproporsi ogni volta che le temperature costringono a cercare refrigerio in piscina o al mare. L'ultimo episodio è accaduto a Firenze, dove una donna donna che indossava un burkini, costume arabo che copre tutto il corpo (tranne viso, mani e piedi), è stata invitata a uscire dalla piscina comunale Costoli di Firenze mentre faceva il bagno con il suo bambino di un anno. A raccontare l'episodio in Consiglio Comunale è stata la consigliera di Potere al Popol Miriam Amato, che ha protestato contro quella che ha definito «un'umiliazione», chiedendo all'assessore allo sport Andrea Vannucci di inviare una circolare alle piscine comunali «per garantire il diritto alla balneazione delle donne con il burkini, perché è inaccettabile quello che è accaduto alla Costoli».

CONSENTITA LA BALNEAZIONE

«Una scena umiliante per la donna, che ha iniziato a giustificarsi di fronte ai bambini increduli, dicendo loro che si trattava solo di un costume», ha spiegato la consigliera Amato che ha detto di aver assistito personalmente all'accaduto, chiedendo «spiegazioni, e che la donna venisse rispettata. A quel punto il bagnino si è giustificato, dicendo di aver ricevuto quest'ordine, ma è stato smentito da altri colleghi che hanno negato di aver avuto tali indicazioni». La consigliera ha aggiunto di non voler accusare il bagnino, che «probabilmente non si era mai trovato davanti un burkini: chiedo però al Comune di inviare una circolare alle piscine comunali, per informare che il burkini è un costume e come tale consente la balneazione alle donne che lo portano». E immediata è stata la replica da Palazzo Vecchio: «Alla Costoli, come in tutte le piscine comunali, è in vigore un regolamento molto chiaro che vieta di entrare in acqua vestiti, ma consente l'ingresso con il burkini», ha spiegato l'assessore allo sport Vannucci.

BURKINI: CHE COS'È

Composto da tre pezzi (cappuccio, casacca e pantaloni), il burkini è un costume da bagno che copre tutto il corpo (viso, mani e piedi esclusi) ma è sufficientemente leggero da permettere di nuotare (oltre a essere resistente al cloro). E consente alle donne musulmane di mostrarsi su una spiaggia o ai bordi di una piscina senza spogliarsi e svelare il proprio corpo (dove non avvengono episodi di discriminazione). Dal momento che lascia il viso scoperto, non infrange la legge sul velo integrale nei luoghi pubblici.
Come suggerisce il nome, la parola burkini è concettualmente la fusione del burka (che copre sia il viso che il corpo) con il bikini, ma a differenza degli altri due è un'invenzione molto recente.

QUANDO È NATO

Il burkini ha sfilato per la prima volta in assoluto alle Olimpiadi di Pechino del 2008 diventando subito un successo commerciale. Il costume viene commercializzato prima in Australia, dove ottiene l'immediato gradimento tra le australiane musulmane, poi nei Paesi del Medio Oriente (negli Emirati Arabi Uniti e in Libia le donne lo usano da anni), poi sbarca in America del Nord e infine raggiunge l'Europa, dove nonostante i tanti episodi di donne vestite con il burkini allontanate da piscine e spiagge (soprattutto in Francia) questo costume super coprente viene richiesto sempre di più dalle donne di religione musulmana, soprattutto in Paesi come Norvegia o Olanda più tolleranti a questa tendenza.

CHI L'HA INVENTATO

A crearlo, nel 2004, è stata una stilista australiana di origine libanese, Aheda Zanetti. L'idea, ha spiegato lei stessa a Le Monde nel 2016, le venne guardando sua nipote mentre giocava a netball, una variante del basket. La ragazza si muoveva impacciata nel suo hijab. Un problema, il suo, che toccava tutte le donne di origine musulmana che volevano fare sport. «Ho fatto qualche ricerca e non ho trovato abiti adatti per lo sport e le donne pudiche». Quindi Zanetti ha prima immaginato un hijood, una fusione tra hijab e hood, (cappuccio in inglese), una tuta adatta per il 'pudore' religioso, e il Burkini è arrivato su quella scia. L'idea in breve è diventata un marchio. E oggi rappresenta un business in crescita.
«Il burkini è nato per dare alle donne che amano lo sport ma che vogliono vestire in maniera modesta, come me, una possibilità di scelta», aveva spiegato la stilista a Repubblica. Chi sono le clienti tipo che acquistano il burkini? «Molte sono musulmane, ma tante altre sono donne che non amano scoprirsi troppo in spiaggia: infatti realizzo burkini anche con pantaloni semi-corti e senza cuffia».

Aheda Zanetti.

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