2 Luglio Lug 2018 1259 02 luglio 2018

La storia delle donne che hanno corso il Palio di Siena

Nel 1581 partecipò Virginia Tacci. Ma si dovette aspettare aspettare il 1957 per l'esordio della prima donna nel Palio moderno, con una storia davvero particolare: Rosanna Bonelli, detta Rompicollo.

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Tutto è pronto per il Palio di Siena, una delle più illustri manifestazioni culturali italiane, che ogni anno, dal 1632, anima piazza del Campo. Mentre quello del 2 luglio si corre in onore della Madonna di Provenzano: l’altro palio annuale, quello detto dell’Assunta, si svolge il 16 agosto. Nella competizione si affrontano dieci delle 17 contrade in cui è suddivisa la città di Siena, dove ogni contrada è come un piccolo Stato.
E la storia ci dice che solo due donne nell'antica storia di questo evento hanno gareggiato come fantine: Virginia Tacci e Rosanna Bonelli.

VIRGINIA, LA PIONIERA

La prima donna della storia a correre a Siena si chiamava Virginia Tacci: era il 1581 e lei, contadina, aveva solo 15 anni. La contrada era quella del Drago.
Tuttavia quel Palio non è considerato ufficiale poiché corso 'alla lunga', e non 'alla tonda': non è quindi presente nell'Albo delle vittorie del Palio di Siena. Nella tradizione popolare, Virginia Tacci divenne comunque un esempio di gloria per le donne senesi dell'epoca. Ma si dovette aspettare attendere il 16 agosto di quasi 400 anni dopo, nel 1957 per l'esordio della prima donna nel Palio moderno.

ROSANNA, LA PRIMA DONNA UFFICIALE DELLA STORIA DEL PALIO

Nata a Siena nel 1934, Rosanna Bonelli ufficialmente è ancora oggi ancora l’unica donna-fantino della storia paliesca. E le circostanze che la portarono a correre sono davvero curiose.
Fin da piccola montava a cavallo con ottimi risultati: aveva frequentato la scuola di equitazione di Firenze e negli Anni '50 partecipava regolarmante a vari concorsi ippici e corse in ippodromo. La sua grande occasione arrivò quasi per caso: nel 1957 si trovava a Siena, nel periodo in cui Luigi Zampa girava il film La ragazza del Palio (con Vittorio Gassman e Diana Dors), liberamente ispirato all'operetta del padre di Rosanna, Luigi Bonelli, che si chiamava Rompicollo.

Rosanna, sfruttando l’amicizia del regista con suo padre, ottenne il permesso di assistere alla riprese. Una mattina mancava una delle comparse a cavallo, decise di sostituire l’attore assente all’insaputa della produzione. Ma lei, soddisfatta e felice di quel piccolo ruolo, non immaginava quello che sarebbe successo dopo: la controfigura dell’attrice americana Diana Doors, protagonista del film con Vittorio Gassman, dopo una brutta caduta si rifiutò di continuare a girare, la produzione decise così di far chiamare Rosanna che fu scritturata come controfigura. E ci prese gusto.

Durante le riprese esplicitò più di una volta alla produzione che il suo sogno era quello di correre a un vero Palio. Così, in previsione del lancio del film, lo staff iniziò a contattare i capitani delle contrade per trovare una monta e accontentare la ragazza. Nonostante il divieto imposto dallo zio, l'Aquila le diede la possibilità di correre. E così partecipò a tre gare, vincendone due, e le venne dato il soprannome Diavola, anche se tutti la chiamavano Rompicollo, come piaceva a lei, in onore dell'operetta del padre. Anche recentemente, come si vede nel video, la prima fantina della storia ha chiesto di essere chiamata Rompicollo e non Diavola. Nell'anno della vittoria, la Domenica del Corriere dedicò la copertina alla sua affascinante storia.

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