19 Giugno Giu 2018 1146 19 giugno 2018

La protesta degli slip contro il deputato che ha bloccato la legge sull'upskirting

L'approvazione lo considererebbe al pari di qualunque abuso sessuale. Ma il conservatore Christopher Chope ha sollevato un'obiezione al voto immediato. Così un gruppo di attiviste si è vendicato.

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Regno Unito Upskirting Legge

Nel Regno Unito stato annunciato un importante giro di vite contro guardoni e molestatori virtuali.
In ballo una proposta di legge - invocata da una compagna promossa mesi fa sul web - che mira a sanzionare alla stregua di una specifico reato penale, al pari di qualunque abuso sessuale, il cosiddetto upskirting: la pratica voyeuristica di fare di nascosto foto o video sotto la gonna di donne inconsapevoli, in genere con un telefonino (letteralmente, alzata di gonna). Una legge che potrà comportare fino a due anni di carcere per i colpevoli dei casi più gravi e recidivi, come già accade in Scozia.

LA COLLANA DI SLIP A WESTMINSTER

Un dibattito che il 15 giugno alla Camera dei Comuni sembrava dovesse concludersi in giornata, ma qualcosa è andato storto: un singolo deputato, il conservatore sir Christopher Chope, ha sollevato ad alta voce la sua «obiezione» a un voto immediato, imponendo - in base al regolamento di Westminster - una seconda lettura. All'inatteso «object!» di Chope, si sono contrapposte grida di «vergogna» («shame!») alzatesi contro di lui da diverse deputate donne dei banchi dell'opposizione, oltre che del suo stesso partito e perfino del governo. Seguite dalla richiesta di calendarizzare a tamburo battente la seconda lettura il 6 luglio.
Ma la protesta contro Chope non si è fatta attendere: un gruppo di attiviste anonime ha appeso una 'collana' di mutande femminili intrecciate e inchiodate sulla porta del suo ufficio a Westminster.
L'ironica vendetta rappresenta il culmine di una serie di proteste e critiche nei confronti di Chope, dal quale sabato ha preso le distanze pure la premier Theresa May, leader del suo partito, che si è detta «delusa» per il rinvio. In un'intervista Chope ha comunque respinto come «un totale travisamento della realtà» gli ammiccamenti di chi sembra volerlo far passare per «una specie di pervertito». Il deputato ha al contrario assicurato di essere favorevole alla norma in sé, ma ostile a un iter accelerato senza dibattito.

TUTTO EBBE INIZIO DA UNA PETIZIONE ONLINE

A lanciare la campagna per estendere a livello nazionale la legislazione contro gli 'sbirciatori' era stata in questi mesi l'attivista 25enne Gina Martin, presa di mira in prima persona durante un affollato festival musicale londinese, a Hyde Park, nell'estate 2017. Ne era nata una petizione online tradotta poi in progetto di legge dalla deputata libdem Wera Hobhouse, con il consenso di organizzazioni femministe, esperte ed esponenti del mondo accademico e della società civile. «Sono ovviamente molto delusa che sir Christopher abbia deciso di obiettare su una legge d'importanza vitale per le donne d'Inghilterra e Galles», ha commentato la Martin. Aggiungendo di aver già chiesto e ottenuto udienza dal medesimo Chope e di «rimanere ottimista» sull'approvazione finale di una norma «sostenuta con passione da tante donne dietro di me».
L'upskirting sembra essere una piaga emergente in Gran Bretagna: fra i tanti casi di cronaca recenti spicca quello di un imprenditore, Andrew Macrae, nel cui computer la polizia ha scovato un 'archivio' di 50 mila immagini rubate.

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