Me Too Times Up

#MeToo

5 Giugno Giu 2018 1517 05 giugno 2018

Woody Allen dovrebbe essere davvero il testimone di #MeToo?

Il regista ha dichiarato alla tv argentina che potrebbe tranquillamente essere l'uomo immagine del movimento. Nonostante le accuse di violenze sessuali nei confronti della figlia Dylan, avvenute quando lei era minorenne.

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Metoo Woody Allen Figlia

Dice di aver lavorato nella sua carriera con centinaia di attrici, per oltre 50 anni, ma nessuna lo avrebbe mai accusato di scorrettezza: in una rara intervista, Woody Allen ha affermato che dovrebbe essere il «poster boy» di #MeToo, eleggendosi a paladino del movimento nato con il caso Weinstein. «Tutti vogliono che sia fatta giustizia. Faccio il tifo per il movimento e voglio che questi molestatori trovino giustizia, hanno fatto cose davvero terribili», ha detto il regista a Periodismo Para Todos, programma della televisione argentina. «Questi uomini hanno abusato di 20 donne, 50 donne, 100 donne, mentre io sono stato accusato solo da una, in un caso per ottenere la custodia di un minore. Si è indagato e dimostrato che non c'era niente di vero». Il caso di cui ha parlato il regista riguarda le presunte violenze sessuali sulla figlia Dylan Farrow, che è tornata ad accusare il padre nel 2014. Accanto a lei , il fratello Ronan, neo vincitore del premio pulitzer per il suo lavoro sullo scandalo Weinstein: dall'ottobre del 2017, infatti, ha raccolto storie e interviste delle vittime dell'ex produttore della Miramax. Ma le ombre su Woody Allen, oggi 82enne, erano riapparse proprio con l'esplosione dello scandalo sulle molestie sessuali a Hollywood: diversi attori, tra cui Greta Gerwig, Colin Firth ed Ellen Page avevano dichiarato il loro rammarico per aver lavorato con il regista.

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